SCENARI/ Usa e Cina, quel gioco di spie che aiuta la guerra fredda

- Giuseppe Gagliano

Espulsi dagli Stati Uniti due diplomatici cinesi accusati di spionaggio. Pechino non ha risposto facendo altrettanto

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Il presidente cinese Xi Jinping (LaPresse)

Gli Stati Uniti hanno espulso segretamente a settembre due diplomatici cinesi, una mossa questa che né Washington né Pechino hanno scelto di rendere pubblica, secondo quanto dichiarato dal New York Times il 15 dicembre.

Se fosse confermato, ciò significherebbe che si tratta delle prime espulsioni conosciute di personale diplomatico cinese dagli Stati Uniti dal 1987.

Il Nyt, sulla base di fonti credibili, ha rivelato che le espulsioni sono state determinate da un incidente avvenuto a settembre nello stato americano della Virginia. Avrebbe coinvolto almeno due diplomatici cinesi di stanza a Washington, che hanno presumibilmente tentato di entrare in “un’installazione sensibile” vicino alla città di Norfolk. Il documento non ha nominato l’installazione, ma ha affermato che appartiene alle forze armate statunitensi ed è utilizzato anche dai membri delle forze di operazioni speciali e cioè dai Navy Seals.

Secondo quanto sostenuto dalle fonti americane un’auto che trasportava i diplomatici cinesi e i loro coniugi sarebbe arrivata fino a uno dei posti di blocco dell’installazione militare. Dopo aver realizzato che i passeggeri dell’auto non avevano il permesso di entrare nella base, la guardia al checkpoint ha chiesto al conducente di procedere attraverso l’ingresso chiuso e di girarsi immediatamente, uscendo così dalla base. Ma la macchina ha cercato lo stesso di entrare nella base e non ha rallentato dopo che il personale militare l’ha inseguita. Si sarebbe fermata solo dopo che diversi camion dei pompieri l’hanno bloccata.

Una volta arrestati, i passeggeri dell’auto hanno sostenuto che la loro conoscenza dell’inglese era limitata e avevano quindi frainteso le istruzioni impartite loro dalla guardia all’ingresso della base. Il Nyt ha riferito che questa spiegazione è stata data dai diplomatici cinesi, i quali hanno affermato di essere impegnati in un giro turistico e di aver guidato per puro caso fino alla base americana.

Tuttavia i funzionari statunitensi hanno dichiarato al Nyt di essere scettici nei confronti di tale spiegazione e sospettano che i diplomatici cinesi stessero cercando di valutare la sicurezza fisica dell’installazione. Inoltre, almeno uno dei diplomatici era presumibilmente un ufficiale dei servizi segreti che operava sotto copertura diplomatica, un indizio che ha confermato i sospetti dei funzionari americani.

È interessante notare che, sebbene Pechino abbia espresso il proprio disappunto in merito alle espulsioni dei suoi diplomatici a seguito dell’incidente in Virginia, non ha al momento posto in essere alcuna ritorsione diplomatica come è consuetudine in tali casi. Pertanto, nessun diplomatico o agente di intelligence americano è stato espulso dalla Cina in risposta alla mossa di Washington. L’ultima volta che gli Stati Uniti hanno espulso i diplomatici cinesi dal loro territorio è stato nel 1987, quando due impiegati dell’ambasciata cinese a Washington – quasi certamente agenti dell’intelligence sotto copertura diplomatica – sono stati dichiarati persone non gradite.

Questo episodio dimostra ancora una volta, come abbiamo già avuto modo di argomentare in due articoli, la pervasiva pericolosità dello spionaggio cinese, che negli ultimi dieci anni – secondo il Dipartimento di Stato e la Cia – sta ponendo in essere a livello globale azioni di spionaggio sempre più ampie e pericolose.

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