SCENARIO PIL/ L’industria frena, il turismo continua a trainare L’economia italiana

- Alberto Beggiolini

Il Centro Studi Confindustria evidenzia la frenata del settore industriale e l'importanza del turismo per il Pil del nostro Paese

Turisti Pantheon Roma Ansa1280 640x300.jpeg Turisti al Pantheon di Roma (Ansa)

Il turismo straniero a gennaio-febbraio è cresciuto del 20% in termini di spesa corrente sul 2023, che già è stato un anno record. Basta questo dato per certificare la salute della travel & hospitality industry, vero traino del Pil, che nel primo trimestre 2024 è cresciuto (+0,3%), anche se la produzione dell’industria e i consumi di beni si sono contratti. Il turismo invece viaggia su livelli record, i servizi in generale sono in moderata crescita così come l’export netto (cioè la differenza tra il valore monetario delle esportazioni e delle importazioni), per i problemi nei trasporti mondiali di merci, l’energia ancora cara, i tassi ai massimi. In tutto ciò, la fiducia di famiglie e imprese è in calo. Lo rivela l’ultimo studio di Confindustria.

Petrolio: il prezzo è alto, ma dopo aver toccato un picco in aprile ha invertito la rotta a maggio (83 dollari al barile, da 90), ma su un livello ancora elevato. Le scorte Ocse di greggio hanno recuperato in parte, nonostante l’offerta nei paesi Opec resti limitata, segnale di debolezza della domanda mondiale di petrolio. Il prezzo del gas, invece, prosegue il percorso di lento rincaro (30 €/mwh a maggio, da 26 a febbraio), su valori più che doppi rispetto a quelli del 2019.

Inflazione Ue: ancora alti i tassi. In Italia l’inflazione è rimasta bassa in aprile (+0,8%): il calo dei prezzi energetici si è attenuato (-12,1% annuo, da -24,7% a fine 2023), mentre quelli core frenano (+2,1%). Ma nell’Eurozona la discesa si è fermata (+2,4%), con la core alta (+2,7%) rispetto alla soglia del +2,0%. L’inflazione Usa ha sorpreso al rialzo a marzo (+3,5%). Perciò, Fed e Bce ad aprile-maggio hanno tenuto i tassi fermi (5,50% e 4,50%): l’attesa dei mercati è di un primo taglio in Europa a giugno-luglio.

Domanda: in calo quella interna. Il credito continua a non aiutare consumi e investimenti, sebbene i tassi siano scesi poco e il calo dei prestiti si sia arrestato per le imprese. A marzo l’ICC segnala una frenata dei consumi, in particolare di beni, confermata dalle vendite al dettaglio in calo (-0,1% nel mese e -0,4% nel 1° trimestre). In aprile è scesa per il secondo mese la fiducia delle famiglie e gli ordini delle imprese che producono beni strumentali hanno continuato il trend di riduzione: si apre male il 2° trimestre.

Lavoro. Nel 1° trimestre il numero di occupati ha continuato a crescere (+0,2%), risultato di +133mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,8%), -72mila temporanei (-2,5%) e autonomi pressoché stabili. Tuttavia, il rialzo delle ore autorizzate di CIG (+8,6% sul 1° 2023) segnala qualche frenata nell’utilizzo dell’input di lavoro. Accelerano le retribuzioni contrattuali nel settore privato: +4,7% nell’industria nel 1° 2024 (+3,2% nel 2023), +2,3% nei servizi (da +1,3%), rispetto al +0,9% di inflazione.

Servizi: crescono meno. A marzo, RTT (CSC-TeamSystem) nei servizi registra un calo (-3,2%), ma il 1° trimestre si è chiuso con +2,3%. In aprile, anche il PMI è sceso poco (54,3 da 54,6), continuando a indicare crescita, e pure la fiducia delle imprese è calata al minimo da inizio 2024.

Industria: a marzo si è avuta un’ulteriore flessione di RTT nell’industria, dopo quella lieve di febbraio; insieme al calo delle scorte, ciò è coerente con la riduzione registrata dalla produzione (-0,5% a marzo, -1,3% nel 1° trimestre). Per aprile, indicatori tutti negativi: l’HCOB PMI è scivolato di nuovo in area di contrazione (47,3 da 50,4); l’indagine rapida CSC mostra un lieve peggioramento delle attese sulla produzione; continua l’altalena, su bassi livelli, della fiducia delle imprese manifatturiere.

Export netto: alza il Pil. Nel 1° trimestre forte calo dell’import italiano di beni (-2,8% in volume), più di quello dell’export (-0,8%): ciò dà un contributo positivo al Pil e aumenta il saldo commerciale (+12,8 miliardi di euro). Il commercio mondiale nei primi due mesi ha ristagnato (-0,1% sul 4° 2023).

Eurozona: in risalita. Nel 1° trimestre il éil dell’area è tornato a crescere (+0,3%), dopo due trimestri di lieve calo. La novità è il parziale recupero in Germania (+0,2% dopo -0,5%); gli altri principali Paesi restano in crescita. L’espansione acquisita nel 2024, però, è di appena +0,3%. A marzo, la produzione industriale tedesca è scesa (-0,7%), ma segna +0,3% nel 1° trimestre. In aprile, peggiorano la fiducia (ESI sotto la media 2023) e le aspettative sul mercato del lavoro (EEI a 101,8 da 102,5).

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