SCIENZAinATTO/ Clima: cosa sappiamo dei cambiamenti climatici naturali – 1

- Ernesto Pedrocchi, Adalberto Porrino

Una documentata descrizione dei più significativi fattori “naturali” che influenzano i cambiamenti climatici del nostro pianeta alla base dell’analisi dell’attuale situazione climatica.

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Vengono delineati i più significativi fattori “naturali” che influenzano i cambiamenti climatici del nostro pianeta per poter apprezzare la grande complessità del fenomeno clima. Sulla base dei dati forniti dai più accreditati centri di ricerca, viene elaborata una prima analisi dell’attuale situazione climatica.

La rivoluzione industriale in atto ormai da tre secoli, resa possibile anche dall’utilizzo massiccio delle fonti energetiche fossili, ha costituito per l’umanità un sostanziale aumento dello sviluppo e del benessere. Il progresso tecnologico e scientifico ha inciso in modo impressionante sul processo di antropizzazione del pianeta descrivibile da una accelerazione della interazione tra le attività umane e la natura.

L’inquinamento dell’aria, delle acque e dei terreni è uno di questi aspetti che l’umanità sta affrontando e che deve riuscire a controllare pur non rinunciando al benessere acquisito e permettendo anche ai paesi in via di sviluppo di migliorarlo significativamente.

L’interazione tra le emissioni antropiche di CO2 e il clima del pianeta è l’aspetto che al momento sta ricevendo la massima attenzione. Nella Parte 2 di questo contributo tratteremo questo tema.
Attraverso importanti iniziative a livello regolatorio internazionale, l’umanità si sta responsabilizzando per fare fronte ai possibili rischi legati all’aumento della CO2 in atmosfera.

Cambiamenti climatici

Il clima globale riguarda tutto il pianeta ed è ovviamente l’insieme di tanti climi locali. La variabile principale per caratterizzarlo è la temperatura globale media di superficie (Tgm) che influisce su due variabili globali essenziali che sono la copertura niveo-glaciale e il livello del mare. Al crescere della Tgm la copertura niveo-glaciale diminuisce e il livello del mare cresce sia per lo scioglimento di neve e ghiaccio sia, in minor misura, per la dilatazione termica dell’acqua liquida superficiale.

Se le prime misure strumentali di Tgm risalgono al 1650 e si devono alla rete del Cimento fondata da Galileo, avvicinandosi al tempo recente la rete di rilevamento della Tgm è divenuta sempre più affidabile arrivando a coprire una buona parte del pianeta verso il 1850.

Attualmente la rete di rilevazione è molto estesa. Dal 1956 esistono anche rilevamenti a livello atmosferico con palloni sonda e dal 1979 con satelliti che pure permettono di risalire alla Tgm.
L’andamento del valore medio sull’anno della Tgm, a partire dal 1850 fino al 2019, è rappresentato in Fig. 1, in termini di “anomalia”, ovvero di scostamento rispetto a un valore di temperatura dato, corrispondente al valore medio del periodo 1979-2008 (trenta anni).

Figura 1 – Anomalie della Tgm dal 1850 a tutto il 2019; come valore di riferimento si è assunto la media tra 1979 e 2008. (Fonte Hadley Centre Climatic Research Unit Temperature)

Si rileva un periodo di Tgm abbastanza stabile dal 1850 al 1910 con una leggera tendenza al raffreddamento e con una evidente variabilità interannuale, poi un netto aumento fino a circa il 1943, quindi un periodo di lieve diminuzione fino al 1975, seguito da un aumento fino al 2019, ancora con evidente variabilità interannuale. L’andamento negli ultimi 5 anni, sembrerebbe indicare una stabilizzazione attorno a un valore di anomalia di 0,4 °C corrispondente a un aumento di circa 1°C dal 1850.

 

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Ernesto Pedrocchi

(Professore Emerito, Politecnico di Milano)

Adalberto Porrino
(Redazione di Emmeciquadro)

 

 

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