SCIENZA&LIBRI/ Il clima globale cambia. Quanta colpa ha l’uomo?

- Adalberto Porrino

Un esame rigoroso dei fattori naturali e antropici che influenzano il clima, per una equilibrata valutazione del il riscaldamento globale e delle strategie di mitigazione e adattamento

padrocchi clima
La copertina del libro

Un testo rigoroso ma di agile lettura, basato su dati scientifici difficilmente reperibili nei mass media, utile per far apprezzare la complessità della scienza del clima.

A una documentata analisi, anche storica, del problema, segue un esame dei fenomeni naturali che influenzano le anomalie della temperatura globale media; per concludere con suggerimenti circa le strategie di mitigazione e adattamento.

Una occasione per stimolare una equilibrata consapevolezza sul “problema del riscaldamento globale”. Un libro, di lettura agile e accessibile anche agli alunni delle scuole superiori, molto utile a far apprezzare la complessità della scienza del clima.

Il libro è di grande aiuto a conoscere le problematiche dei “cambiamenti climatici” e delle possibili cause con dati scientifici difficilmente reperibili dai giornali e dai mezzi di comunicazione di massa.

La storia del clima della Terra (rappresentato dalla Tgm, Temperatura globale media sulla superficie), trattata nelle prime pagine del libro costituisce un punto di riferimento fondamentale per inquadrare le conoscenze sulla sua evoluzione. Oggi abbiamo, grazie a vari segni lasciati sulla terra (in ghiacciai e in depositi sedimentari) misure indirette della Tgm, ricostruite a grandi linee in particolare con carotaggi in Groenlandia e in Antartide, e dal 1850 misure dirette disponibili su quasi tutto il globo per ricavare la Tgm.

L’autore – professore emerito di Energetica al Politecnico di Milano – ricorda che le prime misure sperimentali di Tgm risalgono al 1650 e si devono alla rete del Cimento fondata da Galileo; da circa il 1850, le misure di Tgm da terra sono divenute più affidabili arrivando a coprire buona parte del pianeta; attualmente queste misure sono integrate anche con misure da satellite.

La storia remota della Tgm negli ultimi 420.000 anni si caratterizza per una alternanza tra lunghi periodi glaciali di durata dell’ordine di 85.000 anni (con elevata presenza di ghiacci) e periodi interglaciali (con bassa presenza di ghiacci) molto più brevi.

Misure indirette della Tgm eseguite in Groenlandia danno un maggior dettaglio dell’andamento delle temperature durante l’attuale periodo interglaciale. Negli ultimi 3.000 anni le temperature sono in discesa con alcuni periodi più caldi del periodo attuale coincidenti con epoche storiche di elevato sviluppo delle civiltà (Periodo Miceneo 3.300 anni fa, Romano 2.000 anni fa e Medievale circa 1.000 anni fa). Per quanto riguarda il periodo caldo medievale, ci sono anche testimonianze storiche. (Ad esempio è documentato il fatto che si passava facilmente a piedi dalla Val d’Ayas a Zermatt attraverso la valle delle Cime Bianche e alla gobba di Rolin, dove oggi si pratica lo sci estivo).

È inoltre evidente un periodo tra il 1300 e il 1850 mediamente caratterizzato da basse temperature corrispondente alla cosiddetta “Piccola Glaciazione”, confermate indirettamente anche queste dalle cronache storiche.

A partire dal 1850, le misure hanno raggiunto una copertura planetaria che consente di studiare in modo più preciso l’evoluzione della Tgm. Dal 1910 al 1945 si osservano un periodo di crescita, una stabilizzazione dal 1945 al 1975 e successivamente un periodo di crescita fino ai nostri giorni. È da notare che i recenti picchi (verificatisi nel 1998, nel 2010 e nel 2015/16) sono sempre in corrispondenza del fenomeno naturale di El Niño la cui ciclicità e influenza sul clima è spiegata successivamente nel libro.

In tutto, dal 1850 ad oggi abbiamo avuto una crescita della Tgm di circa 0,9° C. Nello stesso periodo si è sviluppato l’utilizzo sempre più massiccio dei combustibili fossili, imputati delle emissioni in atmosfera della CO2 (biossido di carbonio) che è un “gas serra”. Il libro spiega la natura dell’effetto serra sulla Tgm provocato dalla concentrazione di CO2 così come da altri gas serra come, ad esempio, il metano.

Le emissioni antropiche di CO2, essenzialmente legate all’uso dei combustibili fossili, costituiscono circa il 5% delle immissioni totali in atmosfera essendo il resto legato alla degasazione degli oceani e alla dissoluzione dei composti organici. Inoltre, le misure dell’andamento ciclico delle temperature di superficie degli oceani mostrano che questo anticipa l’andamento ciclico della concentrazione di CO2.

Questi pochi esempi danno l’idea di quanto incomplete o addirittura selezionate siano le informazioni fornite dai mezzi di comunicazione di massa.

A parte quanto riportato fino a questo punto, il libro fornisce un esame di alcuni fenomeni naturali che influenzano le anomalie della Tgm: il ruolo del Sole (più precisamente del ciclo delle macchie solari), il ruolo della attività vulcanica e l’influenza delle correnti marine (ad esempio il fenomeno di El Niño).

Le correlazioni tra questi fenomeni e le anomalie della Tgm sono significative. Questa sezione del libro fornisce veramente una apertura di conoscenza ad aspetti importanti ma mediaticamente trascurati.

Il libro prosegue con un esame molto ben documentato delle possibili conseguenze non climatiche dell’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera e dell’aumento della Tgm, con un’analisi del problema degli eventi estremi.

La Parte II, circa venti pagine, è infine dedicata a “cosa fare”, alle strategie della mitigazione e dell’adattamento, alle priorità per l’umanità e al problema del consenso.

Ernesto Pedrocchi
Il clima globale cambia. Quanta colpa ha l’uomo?
Società Editrice Esculapio, Bologna 2019
Pagine 144, euro 18,00

Recensione di Adalberto Porrino
(Laureato in Matematica, ex dirigente in Enel e CESI s.p.a., ha svolto attività di ricerca nel campo di sistemi elettrici e componenti, efficienza energetica e usi finali dell’energia. Fa parte della Redazione della Rivista Emmeciquadro)

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