BERGAMOSCIENZA/ Studiare i numeri diventa poesia: anche Dante fra gli “ospiti” della mostra

- Germana Bonzi

Sta per concludersi questa edizione di BergamoScienza 2009 e tra le numerose iniziative promosse ha suscitato notevole interesse e curiosità una singolare mostra dal titolo “Dante e la scienza: la riscoperta della dimensione scientifica nello sguardo di Dante”. GERMANA BONZI ci spiega questa scelta

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Sta per concludersi questa edizione di BergamoScienza 2009 e tra le numerose iniziative promosse ha suscitato notevole interesse e curiosità una singolare mostra dal titolo “Dante e la scienza: la riscoperta della dimensione scientifica nello sguardo di Dante”, allestita presso lo spazio Urban Center.

Il percorso è il risultato di un lavoro che, a partire da un progetto promosso dall’Associazione Euresis in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, è stato sviluppato dagli studenti e dai docenti dei Licei del Centro Scolastico La Traccia di Calcinate (Bg).

La mostra propone una riscoperta dello sguardo dantesco nei confronti dei fenomeni naturali, come occasione di riflessione su una possibile e auspicabile unità della conoscenza e come contributo ad un rilancio dei motivi profondi che sostengono il lavoro scientifico, sia esso di studio, di insegnamento o di ricerca .

Visitando questo originale lavoro sviluppato in tre sezioni, si resta profondamente interpellati su cosa venga generalmente proposto ai giovani come conoscenza: in Dante infatti è forte l’interesse per l’interezza della realtà che, in quanto creata, è segnata da un ordine e da un’armonia profonda che possono essere scoperti e conosciuti. In lui scienza e poesia, oggi avvertite come ambiti separati, se non contrapposti, si fondono, perché è il fenomeno fisico stesso che viene colto nella bellezza che esprime.

La visita è dunque un viaggio che, attraverso citazioni della Commedia, conduce alla scoperta di innumerevoli fenomeni fisici che sono ancora oggi oggetto di studi scientifici.

Originale la sezione che, prendendo le mosse dall’immensità delle schiere angeliche «che ’l numero loro più che ’l doppiar delli scacchi s’inmilla», introduce alla razionalità e dunque alla conoscibilità del mondo reale, sorprendentemente adeguato alla nostra ragione. L’imbattersi in una grande scacchiera e la proposta di alcuni quesiti dalle soluzioni inaspettate, generano un forte contraccolpo che fa rendere, anche i visitatori più inesperti, consapevoli della potenza della crescita esponenziale. E così ci si sorprende a constatare che, la struttura stessa della realtà, è organizzata secondo canoni di bellezza e simmetria: il rapporto aureo, di cui gode anche il corpo umano, i numeri di Fibonacci e la spirale logaritmica, che si ritrova in fiori, frutti e opere d’arte. La matematica dunque, come strada per conoscere di più sé e il mondo.

 

Nella terza e ultima sezione dedicata alla fisica, ci si inoltra, come Dante sulla coda di Gerione, in un mondo di sistemi in moto tra loro; con l’aiuto di sgabelli girevoli e macchine rotanti si può sperimentare quanto la descrizione dei fenomeni dipenda dall’osservatore fino ad indagare gli effetti della rotazione terrestre con un pendolo di Foucault.

Come ulteriori spunti di lavoro si sono state proposte due conferenze. La prima, tenuta da Franco Nembrini, docente di scuola secondaria di secondo grado, su “L’unità della conoscenza in Dante” è stata l’occasione per immergersi in quella che i critici definiscono “poesia totale”. La seconda, svolta venerdì scorso da. Maurizio Tomasi, ricercatore presso l’Università di Milano, dal titolo “Planck: alle frontiere dell’universo”, è stata la testimonianza, dal punto di vista di uno dei protagonisti, di una delle avventure scientifiche più affascinanti di questo inizio di secolo.

Come è tradizione di BergamoScienza, l’iniziativa ha visto come protagonisti in primo piano gli studenti di scuole statali e non della provincia, che hanno svolto la funzione di guide per la mostra: una circostanza che si è rivelata come stata occasione ulteriore per accostare e condividere il lavoro prodotto da altri ragazzi in un interessante dialogo e confronto.

In tutto questo può capitare di accorgersi che un’altra novità si intreccia con questa ricchezza di contenuti. Osservando gli sguardi catalizzati dei visitatori, si comprende quanto potente, seppure a volte inconscio, sia il desiderio di conoscere, inarrestabile tensione a scoprire i nessi tra le cose per andare sempre più in profondità.

Così si amplia e rilancia la decisiva questione posta da questo lavoro: quando la conoscenza è una reale apertura alla realtà, cioè capacità di stabilire i nessi tra il particolare e la totalità?

C’è da aggiungere che l’iniziativa con finisce qui. Al termine di BergamoScienza la mostra verrà nuovamente allestita presso i licei de La Traccia, dove sarà possibile visitarla prenotando le visite guidate

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