Sciopero benzinai 6-7-8 novembre 2019/ Torino: in 10 anni chiuso 30% impianti

- Niccolò Magnani

Sciopero benzinai 6-7-8 novembre 2019: l’elenco dei distributori che nella tre giorni di sciopero rimarranno aperti. Torino, situazione preoccupante…

sciopero_benzinai_pixabay
Sciopero benzinai (Pixabay)
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Si preannuncia una tre giorni di fuoco in tutta Italia per via dello sciopero dei benzinai che avrà inizio dalle 6 di mattina di domani e si concluderà alle 6 di venerdì. La situazione non è tanto diversa nemmeno a Torino, dove per la protesta nazionale saranno coinvolti impianti stradali e autostradali, compresi notturni e self-service. Gianni Nettis, presidente di Faib, la federazione dei benzinai aderente a Confesercenti, si è fatto portavoce di un malcontento diffuso, come riportato da “La Repubblica”: “C’è da chiedersi se il governo, addossandoci tutti questi nuovi adempimenti, voglia trasformarci in contabili o in finanzieri, visto che di tali adempimenti rispondiamo anche dal punto di vista penale. Abbiamo calcolato che, per seguire tutte queste novità, un benzinaio impieghi quasi due ore di lavoro in più al giorno. E magari il suo sforzo servisse a combattere l’illegalità del settore: non è così e il governo lo sa benissimo, visto che le stesse informazioni che ci chiede non sono altro che duplicazioni reperibili nella filiera della distribuzione carburanti”. D’altronde sono numeri allarmanti quelli che arrivano dal capoluogo piemontese: a Torino negli ultimi 10 anni ha chiuso infatti il 30% degli impianti. (agg. di Dario D’Angelo)

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SCIOPERO BENZINAI 6-7-8 NOVEMBRE: ELENCO IMPIANTI APERTI AUTOSTRADA IN LOMBARDIA

E’ partito il conto alla rovescia in vista dello sciopero dei benzinai sulla rete stradale e autostradale italiana, nei giorni 6, 7 e 8 novembre 2019. Il sito Regioni.it ha reso noto l’elenco dei distributori che rimarranno aperti per garantire il carburante ai viaggiatori, elencando però solo quelli presenti sulla tratta autostradale del Belpaese. Soffermandoci per il momento solo su quelli presso la regione Lombardia, si segnalano aperti i distributori di San Donato Ovest sulla Milano-Napoli, e San Donato Est, nel senso di marcia opposta, dalla Campania al capoluogo lombardo. Sull’A4, Torino-Trieste, invece, aperti i distributori Brianza Sud, nonché Monte Alto Est, ma anche Monte Alto Ovest, Sebino Nord e Lambro Nord, sempre sulla stessa tratta. Sull’A7, Milano-Genova, invece, aperto il benzinaio di Cantalupa Ovest, nonché Dorno Est, nel senso di marcia contrario, mentre sull’A8 e A9, Milano-Varese, si potrà fare benzina presso il Villoresi est e il Brughiera ovest. Sull’A21, Torino-Piacenza-Brescia, aperti i benzinai Stradella Sud e nord, nonché Ghedi est e ovest, infine, sulla tangenziale est di Milano, rifornimenti possibili presso Rho ovest, San Giuliano ovest, Muggiano est, Cinisello nord e Cascina Gobba est e ovest. Per l’elenco completo di tutti i benzinai aperti, vi rimandiamo al sito di Regioni.it. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

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SCIOPERO BENZINAI 6-7-8 NOVEMBRE: LA NOTA DEI SINDACATI

Dalle ore 6 di mercoledì 6 novembre alle ore 6 di venerdì 8 novembre, è previsto un nuovo sciopero dei benzinai su tutte le strade e Autostrade d’Italia per effetto della maxi protesta contro la politica fiscale del Governo e contro le stesse compagnie petrolifere: una nutrita delegazione di gestori delle pompe di benzina saranno presenti mercoledì in Piazza del Parlamento a Roma come “simbolo” dello sciopero che promette di rendere non esattamente semplice la vita per automobilisti e viaggiatori nel trittico 6-7-8 novembre prossimi. A promuovere lo sciopero – su strade e autostrade – Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, con adesioni che alla vigilia si attendono alte: urge un chiarimento, non è dato sapere se la protesta coinvolgerà anche i distributori self service e proprio per questo motivo potrebbe avvenire, come di consueto, la “lotta” al pieno prima dello stop di mercoledì con prevedibili lunghe code nei benzinai. Il consiglio può essere quello o di anticipare il pieno oppure di chiedere direttamente al proprio gestore se il servizio self service funzioni durante i due giorni e mezzo di sciopero benzinai.

SCIOPERO BENZINAI, LA NOTA DEI SINDACATI

«Contrasto all’illegalità sui carburanti», è il motivo-slogan della protesta promossa dalle sigle sindacali dietro i gestori di pompe di benzina: nella lunghissima nota emessa ieri nel dare notizia dello sciopero benzinai dal 6 all’8 novembre prossimi, le sigle di categoria scrivono «il fenomeno dilagante dell’illegalità nella distribuzione dei carburanti, interessando una quota che si aggira intorno al 15% di prodotti “clandestini” sul totale dei 30 miliardi di litri erogati, vale numerosi miliardi di euro ogni anno. Se si considera che mille litri valgono 300 euro di IVA, che arrivano a superare i mille euro, se si aggiungono pure le accise, la quantità di denaro sottratta alla collettività ed incassata da criminali più o meno organizzati appare incommensurabile, con riflessi devastanti, oltre al resto, anche sulla concorrenza e la qualità stessa dei prodotti immessi nei serbatoi di automobilisti ignari. L’illegalità è figlia delle liberalizzazioni selvagge e della conseguente destrutturazione del mercato». La protesta è però mossa anche contro il Governo e l’imminente Manovra, con i gestori che lamentano «adempimenti inutili e cervellotici – su l’intera categoria con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai registratori di cassa telematici (anche per fatturati di 2 mila euro/anno); dalla rimodulazione dell’indice sintetico di affidabilità fiscale (Isa) irraggiungibile per i gestori, all’introduzione di documenti di trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera in formato elettronico; dall’invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i gestori che non ricevono – in tempo – da fornitori e Agenzia delle entrate i documenti necessari per la loro contabilità». Il governo inoltre – scrive la Confesercenti nel comunicato – si accinge a varare una miriade di provvedimenti «senza aver valutato l’impatto sulla categoria che ha comunque dato la sua disponibilità a lavorare su provvedimenti oggettivi, assunti nell’interesse della collettività e però non contro i gestori».

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