SCUOLA/ E famiglia, prof e genitori: le due domande che chiedono risposta

- Stefano Montaccini

Cosa propone la scuola alla famiglia? E cosa chiede la famiglia alla scuola? Sono le due domande che l’istituzione scolastica e chi la guida non deve smettere di porsi

Maestra sgrida alunni
LaPresse

Davvero interessante il recente articolo di Federico Pichetto, che evidenzia una situazione critica ormai diffusa in tante scuole. Nella descrizione che l’autore svolge tanti possono ritrovarsi. Allo stesso tempo sento il bisogno di allargare lo scenario, di portare alla luce un fattore sul quale ritengo valga la pena aiutarci a riflettere a fondo.

Parto da questa affermazione di Pichetto: “alle famiglie odierne poco interessa il profilo educativo di una scuola – sono rari i casi dove esso è discusso o messo in discussione –, alle famiglie odierne – e alle loro infernali chat di Whatsapp – interessa la valutazione e la ripercussione di ciò che si fa a scuola sulla loro vita familiare”.

La evidenzio perché, se l’articolo descrive in modo dettagliato come tanti genitori vivono il rapporto con la scuola, ritengo sia di grande interesse cercare di capire senza timori perché “alle famiglie interessi poco il profilo educativo di una scuola”. Siamo sicuri che sia sempre così esplicito e chiaro? Siamo sicuri che la scuola si offra ai genitori con una proposta educativa tesa a diventare comune e condiviso cammino? Trovano i genitori nella scuola una reale comunità educativa (comunità, non solo singoli bravissimi docenti) desiderosa e capace di dialogare e condividere, mettendo il cammino di crescita del giovane al centro di dialogo e condivisione? Chi trovano i genitori come interlocutori quando si inseriscono in una nuova esperienza scolastica?

Personalmente ritengo molto utile, accanto alla descrizione delle mancanze dei genitori, delle loro fissazioni, dei loro limiti, delle loro pretese, porsi con tutta trasparenza e coraggio la domanda su cosa la scuola oggi offra loro e ai loro figli e se questo sia capace di far alzare lo sguardo e fissarlo sul grande obiettivo educativo.

La famiglia è il primo soggetto educativo, e questo non può essere mai dimenticato o messo in dubbio. A un certo punto della sua opera educativa ha bisogno di collaboratori, dei quali evidentemente la scuola è il più imponente. Cosa chiede la famiglia alla scuola? Cosa propone la scuola alla famiglia? Siccome quello che è in ballo è la crescita di un giovane, occorre che queste due domande siano veramente al centro del dialogo tra scuola e famiglia.

In tale contesto ogni scuola ha la precisa responsabilità di individuare, sviluppare e presentare il proprio “profilo educativo”, perché solo così può risvegliare l’interesse delle famiglie verso di esso e proporre, negli anni di collaborazione, un cammino comune, né semplice né lineare, ma che, quando tracciato con chiarezza, potrà essere fonte di grande soddisfazione.

Ciò che voglio quindi mettere in evidenza, in aggiunta alle tante riflessioni sul rapporto che i genitori hanno con la scuola, è l’opportunità di approfondire il contributo che la scuola può e deve offrire per costruire questo rapporto, vitale, non dimentichiamolo, per i nostri giovani.

Magari Il Sussidiario potrebbe essere spazio aperto per questo approfondimento.

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