SCUOLA/ La prima “riforma” è avere docenti consapevoli del valore che portano

- Stefano Montaccini

Silvio Cattarina, responsabile della comunità "L'Imprevisto" di Pesaro, di recente ha incontrato i docenti delle Scuole "Romano Bruni" di Padova

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“Io penso che la prima cosa importante sia capire bene il valore che abbiamo in quanto maestri, insegnanti, professori: qual è e quanto grande è il valore che portiamo”. Già con le sue prime parole, Silvio Cattarina non lascia dubbi ai suoi interlocutori su ciò che gli preme comunicare. Si tratta di una settantina di docenti delle Scuole “Romano Bruni” di Padova riuniti in collegio unitario.

Fondatore e responsabile delle comunità l’Imprevisto di Pesaro, Cattarina è un amico di lunga data delle Scuole “Romano Bruni”, dove ha incontrato diverse volte genitori, docenti e giovani, ma per la prima volta, in una recente occasione, aveva davanti tutto il corpo docente e non docente con l’opportunità di parlare unicamente con loro per un invito rivoltogli dai responsabili delle scuole. A tema non può che esserci l’educazione. “È vero che tutti i lavori hanno una grande valore. Tuttavia è vero che, come conseguenza verso le persone, verso l’ambiente, c’è lavoro e lavoro, professione e professione. Il maestro, l’insegnante, il professore è chiamato a svolgere, a sviluppare quell’opera così significativa, determinante, ineliminabile che è l’educazione”.

Dalla sua lunga esperienza fra giovani “pericolanti” nasce potente una certezza: “L’educazione è veramente l’esperienza più grande della vita di ognuno, del singolo e delle comunità, in ogni ambito dell’espressività umana. Il mondo non vivrebbe se al suo interno non esistesse una capacità educativa”.

Posto con determinazione il punto decisivo, Cattarina ne trae conseguenze che, nella condizione della nostra società, sanno di reale liberazione per i docenti in ascolto: “Ormai nel mondo attuale la scuola è davvero poco considerata. La stima sociale che c’è verso gli insegnanti in genere non è alta. Invece, se ci pensiamo bene, il compito, la responsabilità, il servizio, il magistero – da “maestro” – più grande esercitato in una società è senza dubbio quella del maestro, dell’insegnante, del docente, dell’educatore”.

Ecco ristabilito l’ordine naturale della vita di un popolo, di una società che così può scoprire la vera grande natura del docente: “Il maestro accompagna il ragazzo a vivere, lo lancia nella vita ogni giorno facendo il suo lavoro. Questa è la vocazione che da sempre si sono assunti i maestri intraprendendo l’insegnamento, è la missione che si caricano sulle spalle ogni mattina entrando in classe”.

Ognuno è chiamato in causa, ognuno ha la possibilità di fare esperienza della grandezza a cui è chiamato in quanto docente e Cattarina lo sa bene: “È importante partire dalla consapevolezza del valore che abbiamo quando uno entra in classe: devo pensare al valore che la mia persona ha, porta, possiede, rappresenta per il solo fatto di esserci, in quanto io sono colui che può svolgere un compito, una responsabilità educativa”. Dell’incontro con docenti consapevoli di tale grande bellezza e responsabilità i nostri giovani hanno grande bisogno.

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