LINEE GUIDA SCUOLA, QUANDO INIZIA/ Data ufficiale 14 settembre: Campania dice no e…

- Niccolò Magnani

Linee guida scuola, quando inizia? 14 settembre data ufficiale, ma Campania si oppone: ripartirà dal 24. Le regole: assenza obbligatoria in caso anche di semplice raffreddore

giuseppe conte regioni 2020 lapresse
Giuseppe Conte in videoconferenza con le Regioni (Foto: LaPresse)

Sulle linee guida per la scuola l’accordo non è stato unanime. La Regione Campania di Vincenzo De Luca è stata l’unica regione a opporsi. «Noi non daremo l’intesa, non diremo che siamo d’accordo con le misure che si vanno a prendere», aveva anticipato il governatore in una diretta Facebook. Poi ha ribadito il dissenso motivandolo con l’organico non ancora definito, fondi insufficienti per l’edilizia scolastica e responsabilità scaricate solo sui dirigenti. Inoltre, ha parlato di «scelte irresponsabili da parte del governo, delle opposizioni e del ministro Azzolina». Niente accordo anche sulla data di inizio, quindi in Campania resta confermata per il 24 settembre, dieci giorni dopo il resto dell’Italia, come aveva ribadito l’assessore Lucia Fortini a Il Mattino. Lo strappo c’è ed è evidente, ma la ministra Lucia Azzolina lo ritiene sanabile visto che ieri in conferenza stampa da Palazzo Chigi ha dichiarato che «si arriverà a una soluzione anche con il presidente De Luca». (agg. di Silvana Palazzo)

LINEE GUIDA SCUOLA, QUANDO INIZIA E REGOLE

Sono state presentate ufficialmente ieri le linee guida per la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado. Partiamo dal dire che si tornerà in classe in tutta Italia il 14 settembre, tranne in Trentino, che anticiperà invece la data al 7 dello stesso mese. Sarà una scuola tutta nuova e inedita causa l’epidemia di coronavirus, e fra le novità introdotte quella riguardante le infezioni alle vie respiratorie di alunni e/o insegnanti: in caso di semplice raffreddore bisognerà restare a casa obbligatoriamente. A riguardo il ministero fa sapere non ci si potrà recare in aula se si avrà la febbre a 37.5 gradi, ma anche per un semplice raffreddore. Sono state inoltre stabilite le linee guida in caso di nuovi contagi. Le scuole chiuderanno totalmente solo se ci sarà un lockdown nel comune in cui sono dislocate, se invece il contagio è limitato alla scuola stessa, allora l’alunno o il professore in questione verrà isolato e mandato a casa, e di conseguenza tutta la classe dovrebbe fare lo stesso. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SCUOLA, OK CONFERENZA STATO REGIONI SU LINEE GUIDA

Accordo tra governo, Regioni ed enti locali sulle linee guida per il rientro a scuola a settembre. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina parla di “lavoro complesso ma realizzato insieme” e sottolinea che è stata fatta “buona politica per il bene della scuola”. Dunque, per la Azzolina è stato ottenuto un “risultato importante”, poi ha rimarcato che è “necessario un miliardo in più per la scuola” che ha chiesto. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha per questo ringraziato la ministra, poi ha aggiunto: “Sono linee condivise, è un bel risultato”. A scuola, dunque, si tornerà il 14 settembre in tutta Italia: la data ora è ufficiale dopo giorni di tensioni tra le Regioni e il governo. La proposta dei governatori, appoggiata dalla Ministra Azzolina, è stata ratificata dalla Conferenza Stato Regioni. Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, a cui parteciperanno il ministro Lucia Azzolina e il ministro Francesco Boccia. (agg. di Silvana Palazzo)

AZZOLINA “ACCERCHIATA” DA OPPOSIZIONE E GOVERNO

Accerchiata dalle opposizioni e dal suo stesso Governo dopo i ritardi costanti sul piano scuola per settembre, secondo LaPresse ieri la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante il Cdm avrebbe “battuto i pugni sul tavolo” chiedendo un miliardo di euro in più per poter garantire una ripresa in sicurezza e per “accontentare” la richiesta di Regioni ed enti locali. Le linee guida “irricevibili” – come definite da presidi e dalla stessa Conferenza delle Regioni – stanno per essere modificate con elementi di maggiore “elasticità” (qui sotto i punti principali di novità, ndr) ma la Azzolina lamenta che gran parte di questi ritardi ed elementi di “rigidità” siano da imputare al Comitato Tecnico Scientifico e non al lavoro del Miur.

Le scelte per la ripartenza in sicurezza sono delegate all’autonomia dei dirigenti scolastici, ma mancano le risorse economiche per attuarle: «Senza altri 2 miliardi fine delle relazioni», attaccava ieri Bonaccini, salvo poi approntare linea più morbida dopo che parte del Governo e il Miur hanno ingranato una marcia diversa nel tavolo con le Regioni circa le nuove linee guida per settembre. Le opposizioni chiedono le dimissioni della Azzolina, Italia Viva chiede che venga in Parlamento a spiegare le linee guida e contesta la mancanza di insegnanti e risorse per permettere i vari “turni” previsti dalla bozza di ripresa della scuola a settembre.

«A settembre tutti gli studenti devono poter essere presenti in aula, coi propri insegnanti, in sicurezza. Sono certo che il presidente Conte farà tutto quello che serve perché ciò avvenga e le Regioni sono pronte a dare il loro contributo, come sempre», spiega Bonaccini (Presidente Conferenza Stato-Regioni) oggi al Corriere della Sera, non senza aggiungere «ci stiamo confrontando con l’esecutivo per arrivare a misure applicabili, che permettano la riapertura delle scuole, non altro. E confidiamo di poter arrivare a un testo condiviso sulle linee guida gia’ alla prossima riunione della Conferenza unificata Stato-Regioni», convocata per questo primo pomeriggio.

OGGI CONFERENZA STATO-REGIONI

«Stiamo lavorando per consentire a tutti gli studenti e le studentesse di tornare a scuola a settembre in presenza nella massima sicurezza. Dateci tempo»: così ieri il Premier Giuseppe Conte invitava la Conferenza Stato-Regioni sul tema infuocato della scuola aveva richiesto ancora pazienza agli enti locali che lamentavano linee guida “irricevibili” quelle inviate dal Miur per la riaperture delle classi a settembre. La Conferenza Stato-Regioni è stata così rinviata ad oggi pomeriggio alle ore 14.30 ma nel frattempo ieri sera si sono riunite sigle di docenti-presidi-studenti-sindacati in 60 città d’Italia per lamentare l’inesistenza ancora di un piano chiaro per la riapertura post-lockdown, con critiche al Governo e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

«Siamo ad un passo dalla condivisione delle linee guida per la riapertura delle scuole, un testo che già oggi grazie al contributo propositivo delle Regioni e alla collaborazione istituzionale con il ministero risulta nettamente migliorato rispetto alle prime bozze. Abbiamo però chiesto – in Conferenza Stato-Regioni – un rinvio di 24 ore che consenta un approfondimento dell’ultimo testo del “Piano scuola 2020-2021. Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione» ha però poi stemperato il Presidente della Conferenza Regioni, Stefano Bonaccini intervenendo nel pomeriggio di ieri.

LINEE GUIDA RIAPERTURA SCUOLE: TUTTI I NODI

I nodi che rimangono in campo per capire come e con quali forme riaprire la scuola a settembre 2020 in tutta sicurezza vengono spiegati dal Governatore dell’Emilia Romagna in tre macro aree: «abbiamo posto tre questioni politiche pregiudiziali. Prima di tutto la necessità di ulteriori risorse, rispetto a quelle a cui si fa riferimento nel documento. Al riguardo, infatti, al di là dei fondi per l’edilizia scolastica, comunque insufficienti, occorrono risorse aggiuntive finalizzate alla riapertura delle scuole».

Vi è poi un nodo “personale” dove il Governo deve «prevedere ulteriori risorse di organico docente e ATA. Serve uno stanziamento per garantire il recupero dei tagli operati sui posti comuni dei docenti sull’organico 20-21, nonché un aumento temporaneo dei contingenti». Da ultimo, conclude la Conferenza Regioni, «abbiamo lanciato un allarme sulla questione trasporti che va affrontata con urgenza, anche in un tavolo separato, guardando sia al lato economico che a quello organizzativo». Conte di tutta risposta ha ribadito che la scuola è un «pilastro del nostro sistema sociale, sono i nostri bambini, il nostro futuro. È normale che ci sia molta attenzione, molta preoccupazione».

La riapertura dovrebbe essere confermata il 14 settembre con la situazione “distanziamento” che almeno sembra esser stata risolta già ieri: «Apprezziamo la conferma dell’indicazione della misura di distanziamento fisico indicata – si legge nella nota delle Regioni in merito alle linee guida Azzolina “riviste” dal Governo – che prevede 1 metro tra le ‘rime buccali’ degli alunni che contribuirà alla migliore riorganizzazione all’interno delle classi e degli spazi scolastici». Al termine della convulsa giornata di ieri la bozza di un miliardo di euro (almeno) per la scuola potrebbe aver portato l‘accordo sulle linee guida della Ministra Azzolina, forse, ad un passo: resta alla Conferenza di questo pomeriggio ratificare il semi-accordo raggiunto informalmente ieri.

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