Sea Eye rifiutata da Malta: fa rotta verso l’Italia/ Ira Salvini: “Difendere confini”

- Carmine Massimo Balsamo

Sea Eye verso l’Italia, Tardino in tackle: “Se qualcuno pensa che sia possibile trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa, si sbaglia di grosso”

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Nave Alan Kurdi (LaPresse)

Nuovo caso migranti all’orizzonte. Dopo le recenti polemiche per gli sbarchi a Lampedusa, la Sea Eye 4 fa rotta verso l’Italia, l’annuncio arriva direttamente dalla nave battente bandiera tedesca. Come riportato dai colleghi de Il Giornale, a bordo della nave sono presenti oltre 400 migranti: «Malta ha respinto la richiesta di porto sicuro per #SEAEYE4 e invoca la responsabilità con lo Stato di bandiera e il porto di origine di Ratisbona. Stiamo ora raggiungendo la zona Sar italiana e chiediamo urgentemente alla Guardia Costiera di assumere il coordinamento», le parole di Gorden Isler, executive board di Sea Eye.

I recuperi sono stati effettuati al di fuori della zona Sar italiana, ma nonostante ciò la nave sta facendo rotta verso il nostro Paese. Ricordiamo che ieri il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni aveva richiamato la Germania alle sue responsabilità, ma da Berlino non sono arrivate repliche.

SEA EYE FA ROTTA VERSO L’ITALIA: IRA SALVINI

Malta ha dunque rifiutato un porto per la Sea Eye, come spesso accade, e la Ong ha deciso di procedere verso l’Italia anziché verso la Germania, Stato di bandiera del mezzo. Attualmente la nave si trova a meno di 20 miglia nautiche dalle nostre acque territoriali, ha rimarcato Il Giornale, Matteo Salvini è una furia: «Fatemi capire. Una nave tedesca raccoglie 400 clandestini in acque libiche e maltesi, Malta rifiuta di assegnare un porto e questi si dirigono verso l’Italia. Difendere i confini non è un reato, è un dovere!». Altra posizione netta da casa Lega è quella dell’eurodeputata Annalisa Tardino: «Se qualcuno a Bruxelles pensa ancora che sia possibile trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa, si sbaglia di grosso. Sono 440 i migranti in arrivo grazie alla Sea Eye 4. L’attività delle Ong, in questo caso della tedesca SeaWatch, continua senza sosta».



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