Sergio Vessicchio, nuove frasi sessiste/ “Calcio femminile covo di lesbiche”

Dopo aver preso di mira un guardalinee donna definendola inguardabile, Sergio Vessicchio ci ricasca: nuove frasi sessiste in un suo articolo.

sergio vessicchio
Sergio Vessicchio raggiunto da Striscia La Notizia

Sergio Vessicchio nuovamente nella bufera. Il telecronista, finito nel mirino a marzo per aver offeso un guardalinee donna durante la partita Agropoli-Sant’Agnello definendola inguardabile, il giornalista ha scritto un articolo su Calcio Goal a proposito dei Mondiali femminili e già il titolo è emblematico: «Il calcio femminile è un covo di lesbiche, altro che mondiali e prese per il culo». Il pezzo ha numerose frasi sessiste, ecco un breve passaggio: «Purtroppo la realtà è chiara ed evidente e dirla, come facciamo noi, attira inimicizie, crociate e anche la cosidetta parola,bufera. Una donna che gioca a calcio è rispettabilmente, nella maggior parte dei casi una, lesbica. E come l’uomo che gioca con le bambole o che fa il ballerino, nella maggior parte delle ipotesi è rispettabilmente un omo». E evidenzia poco dopo: «Dal punto di vista del pensiero è un calcio dove si annidano le lesbiche,dove il lesbo trova la sua esaltazione e dove il lesbismo trova il suo naturale covo. E’ chiaro che le mascoline vogliono giocare a calcio, è un fatto naturale. E’ un istinto. Quindi non ci dobbiamo meravigliare se si baciano in bocca durante le partite, se sembrano uomini,se hanno i muscoli somiglianti a quelli dei maschi,se quando esultano diventano più brutte e cavernose dei maschi».

SERGIO VESSICCHIO NELLA BUFERA (DI NUOVO)

Sospeso già dall’Ordine dei Giornalisti per le precedenti esternazioni, Sergio Vessicchio è stato recentemente intervistato da Striscia la notizia e «non sembrava aver capito la lezione», sottolinea il tg satirico. Ma è un altro il passaggio dell’articolo su Calcio Goal che ha fatto infuriare molti: «Il calcio è una cosa ed è fatto di maschi, in campo, nella terna arbitrale, negli allenatori.Il calcio femminile è un’altra cosa rispettabilmente,con donne in campo, allenatrici donne e arbitri e assistenti donne». Non sono tardate ad arrivare le repliche, con il giornalista subissato da critiche (e insulti, che non vi riportiamo): «Scusa ma l’attinenza tra orientamento sessuale e il gioco del calcio qual è?», «Potresti riscriverlo in italiano corretto? Magari con gli spazi giusti dopo la punteggiatura. E dopo aver premuto il tasto “on” lì dietro sulla nuca», «L’orientamento sessuale non è una discriminante per giocare o meno al calcio. Quello che fa un uomo ( o una donna) fuori dal campo, non le deve interessare. Si sfoghi in altro modo anziché scrivere».



© RIPRODUZIONE RISERVATA