Serie A/ Icardi tra piattaforma e divorzio, intanto Conte è primo in classifica

- Alfredo Mariotti

Serie A: l’analisi della seconda giornata da parte di Alfredo Mariotti. Inter vincente e a punteggio pieno insieme alla Juventus che batte il Napoli in pieno recupero e grazie a un autogol.

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Antonio Conte (Foto LaPresse)

E’ terminata la seconda giornata di Serie A. Vallo a capire il Milan! Prende Piatek e Leao passandoceli per campioni; fa di tutto per piazzare Andrè Silva e poi, alla prima partita a San Siro, piazza i due campioni in panchina e il brocco in campo. Ma Giampaolo non è stato informato della campagna acquisti? Certo che se spacci per manager due personaggi, ottimi ex giocatori, che l’unico mestiere praticato è stato quello di rincorrere il pallone è difficile organizzare una società con un invidiabile passato che però, ora, mostra di avere un grande futuro… alle spalle. Ci vuole cultura ed esperienza, non è come fare il Ministro! La proprietà dei casciavit è americana e non conosce il proverbio “ofele ‘fa el to mestè”. Per il gioco che vorrebbe fare l’allenatore dei rossoneri serve certamente più il portoghese, che va su tutti i palloni, che non Piatek il quale, viceversa, è uomo d’area e fa attacco da solo. Contro il Brescia non si può dire che i milanesi abbiano giocato male. Però sono lentissimi, compassati. Infatti l’incontro di è sbloccato su azione del miglior milanista, Suso, che involatisi sulla fascia ha spedito un millimetrico cross al centro sul quale Calhanoglu ha insaccato. Poi, nel tran -tran, si sono avvicinate – fatti salvi gli ultimissimi minuti – più le rondinelle al pareggio che il Milan al raddoppio. Alla fine, con il minimo scarto, l’ha svangata il Milan. Certo, chi paragona Paquetà a Kakà o Tonali a Pirlo, merita una denuncia.

Nella seconda giornata di Serie A si è vista anche una Juventus dilagante nella prima ora di gioco, contro un Napoli che,  come già contro la Viola, ha mostrato di avere una difesa di burro. I centrocampisti non rientrano mai e gli attaccanti avversari arrivano sempre in area napoletana in superiorità numerica. La gobba ha giocato con lo stesso stile dell’anno scorso, infatti la prima rete è derivata da un contropiede a tutto campo; Sarri non ha portato alcuna variante. Poi il Napoli ha capito che pressando alto ma rientrando rapidamente appena perdeva palla avrebbe potuto fare male alla Juve. Così due reti in due minuti e gara riaperta; centrali dei bianconeri dormienti. De Ligt vale Joao Mario, forse meno; sul terzo goal del Napoli viene anticipato da Di Lorenzo, non Maradona, e 3-3. Poi, a partita archiviata, autorete clamorosa di Koulibaly: conferma dell’ottimo lato B juventino!

Gran correre delle squadre capitoline nel derby romano, altro big match del weekend di Serie A. Sei pali colpiti, 2 dai giallorossi e 4 dai biancazzurri. Giusto il pareggio: le squadre si sono equivalse. La Lazio è parsa un poco più pericolosa perché è spesso riuscita a passare nel centro difesa della Maggica; si è sentita la mancanza di De Rossi davanti ai centrali. Gran possesso palla laziale ma contropiedi eccellenti condotti da Zaniolo, Florenzi e Dzeko. La Roma è passata in vantaggio con un rigore stupidamente regalato da Milinkovic-Savic. Si è però subito compreso che la pressione avversaria avrebbe portato risultati. Infatti, ad inizio ripresa, dopo alcune occasioni buttate, la Lazio ha ottenuto il pareggio. In questo momento la Roma non è ancora una squadra solida: soffre troppo a centrocampo però quando attacca mostra grandi potenzialità.

A proposito di Serie A: si legge che Icardi, come Di Maio con Zingaretti, abbia presentato all’Inter una piattaforma di accordo, con meno punti ma più costosa. Spero che ora, delineate le basi, i problemi possano essere risolti: Gigi sposi Zinga e Mauro divorzi dalla Beneamata. Così ognuno potrà vivere la propria storia di innamoramento di comodo, senza rompere gli zebedei a tutti. Nel frattempo Cagliari e Inter sono scese in campo con moduli speculari, il 3-5-2. Conte ha confermato la formazione che aveva strapazzato il Lecce, in panchina anche il Nino Maravilla appena acquistato dallo United. L’Inter è partita molto lenta: i due attaccanti non incrociavano e Sensi pareva in peggio un altro giocatore rispetto alla giornata precedente. I duelli in tutte le parti del campo erano sempre favorevoli ai cagliaritani, più muscolari dei bauscia. Il Cagliari si è difeso con ordine, i nerazzurri avevano necessità di velocizzare gli scambi altrimenti era impossibile passare. Alla mezz’ora i milanesi sono passati in vantaggio con Lautaro: calcio d’angolo, saltano Cerci e Lautaro, il cagliaritano colpisce di testa, la manda sulla capoccia di Lautaro e la palla si insacca. Un po’ di fortuna non guasta. Primo tempo loffio.

Inizia la ripresa e i rossoblu, che sono entrati con un atteggiamento volitivo, si appoggiano a Nainggolan che dominando a centrocampo si è messo a distribuire palloni a pieno ritmo. Pochi minuti e, meritatamente, gli isolani hanno pareggiato con una capocciata di Joao Pedro. La Beneamata ha aumentato il ritmo ma le due punte hanno proseguito rimanendo avulse dal gioco. Traversa di Sensi su punizione, tanta buona volontà ma nulla di più. Quando gli interisti non si aspettavano più niente, si è svegliato Lukaku: bello il tocco per Sensi che si è inventato un dribbling spettacolare in area cagliaritana, l’avversario è stato costretto ad abbatterlo permettendo al gigante belga di segnare su rigore. Poi non c’è altro da raccontare: Conte vuol dare continuità ai nerazzurri, non sarà facile.

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