SERIE A/ Roma cinica col suo Dybala, Mou ringrazia il Napoli. L’Inter…

- Alfredo Mariotti

Serie A, 3^ giornata: l’analisi di Alfredo Mariotti sull’anticipo serale tra Sassuolo e Milan e sulle altre partite del turno infrasettimanale

Inter Roma Serie A Inter Roma, Simone Inzaghi con José Mourinho in un precedente (Foto LaPresse)

La quarta giornata la inaugurano i campioni d’Italia. Giocano a Reggio Emilia contro il Sassuolo. I casciavit, che oramai si sono convinti di essere forti, il pensiero vale molto, attaccano subito in massa. I neroverdi paiono intimoriti da tanta veemenza. Fra l’altro giocano con soli due uomini a centrocampo che vengono fatti ballare dai milanisti guidati da Bennacer. Leao spazia su tutto il fronte d’attacco e crea scompiglio nella difesa degli emiliani.

Dopo venti minuti, uno dei rari contropiedi sassuolesi ha costretto due milanisti ad abbattere Kyriakopoulos, salcazzo dove si comperano giocatori con questi cognomi, attaccante neroverde. Berardi è rimasto così sorpreso che l’arbitro abbia fischiato che invece di sparare la solita lecca centrale, ha appoggiato la palla a Maignan. Buttata l’occasione della vita. Si è continuato sempre sulla medesima falsariga fino agli ultimi dieci minuti del primo tempo quando il Sassuolo, ripresosi dalla cazzata di Berardi, ha finito in crescendo. L’impressione però era che la ripresa sarebbe stata una lunga agonia per i neroverdi, i milanisti non cedono mai. Non sarà così, il Sassuolo non è quello di maggio che si è scostato, ha subito ma il pareggio non gli sta certo largo, anzi.

Vai con Inter vs Cremonese. Zhang pare voglia cedere altri giocatori; se prosegue così starò attento a presentarmi a San Siro, Inzaghi potrebbe costringermi a scendere in campo. Idea,se il cinese vendesse la società ad un prezzo corretto e non inventandosi cifre impossibili, non sarebbe meglio per tutti? I bauscia, all’inizio, hanno dato l’impressione di essere quello che è rimasto di uno squadrone con un grande futuro di vittorie.. alle spalle.

Ci ha pensato però la Cremonese, una di quelle squadrette che vengono a concedere un anno di divertimento ai loro avversari in Serie A, a regalare il vantaggio ai nerazzurri. Calcio d’angolo per la squadra della città delle tre T (turun, terazz, tetazz), cavolata che scatena la ripartenza interista conclusa in rete da Correa. Ma sì, aiutiamoci fra noi lombardi visto che gli emiliani sono stati cattivi con il Milan. Bene Barella, Dumfries e Dimarco, inutile Brozovic, pietoso Dzeko. Sul finire del primo tempo è arrivata un’azione corale della Beneamata che Barella ha concluso in rete con una grandiosa pennellata al volo.

Questa la prima parte conclusasi con un paio di parate di Radu, sì il milanista Honoris causa, ora accasatosi a Cremona. Leggendo la formazione si può dire che i nerazzurri non hanno fatto male, bisogna però calcolare il “disvalore”della controparte. La ripresa è partita così come era finita la prima parte. La Cremonese portava palla, l’Inter attendeva i momenti buoni per ripartire. La gara ha assunto un tono melanconico. Solo Dzeko ha cominciato a correre un po’ di più per cercare la rete che gli manca da quasi cinque mesi. Ogni tanto si è svegliata l’Inter buttando occasioni da rete fino ad un quarto d’ora dalla fine quando Barella ha lanciato il Toro, subentrato a Correa, che con un grande sinistro ha portato a tre il vantaggio dei milanesi. Poi un golletto omaggio ai cremonesi, giusto così.

Bene e cinica la Maggica contro il Monza. Non è partita alla grande ma quando i brianzoli si stavano ringalluzzendo, Dybala ha piazzato un uno-due da favola e… buonanotte Galliani. Al momento, la Serie A non fa per i simpatici biancorossi. La ricorderemo come la sera in cui la Joya conquistò il popolo giallorosso. Deve ringraziare arbitro e var la Lazio. Ha pareggiato con la Samp solo perché i compagni di merende giudicanti hanno negato ai genovesi un rigore lapalissiano.

È andata di sfiga alla Fiorentina che, pur non giocando male, è tornata da Udine con le pive nel sacco. Sono bastati dieci minuti alle gobbentruppen per mettere sotto lo Spezia che, oltretutto, si è visto annullare il pareggio per un piccolo fuorigioco. Certo che Vlahovic si è specializzato nelle punizioni, bisognerà che tutte le avversarie dei bianconeri stiamo attente a non commettere falli vicino alla zona destra della loro area altrimenti saranno augelli senza zucchero. Più faticoso l’inizio del Napoli col Lecce. I giallorossi, si era già visto con l’Inter, sono una squadra ostica, non va sconsideratamente all’attacco, aspetta e contrattacca. Su una di queste ripartenze il Lecce si è guadagnato un bel rigore. Sbagliato! Subito gli azzurri si sono buttati in avanti e da un tiro sbagliato di Politano è arrivato l’assist per Elmas che ha segnato. Ma Colombo doveva rifarsi dell’errore commesso e, infatti, appena gli è arrivato il pallone è partita una legnata dal limite che Meret non ha neanche visto.

A Torino la Juve ha ballato ma gli spezzini non avevano uno stoccatore finale altrimenti… Lo Spezia appariva molto più squadra, con un gioco migliore ma, si sa, la Juve è la Juve. Il miglior spettacolo all’arena bianconera sono stati i tuffi alla Cagnotto di Cuadrado. A livello offensivo i bianconeri sono parsi non avere idee, però la difesa ha tenuto. La partita è stata da rimborso biglietto, noia totale.

A Napoli invece si è corso, con i campani che si affannavano per vincere ma dovevano porre attenzione alla pericolosità dei pugliesi. Bella partita con possesso palla napoletano che però non ha portato frutti perché lo schieramento difensivo leccese era insormontabile. Di passaggio, Vlahovic e Osimhen hanno sbagliato occasioni imperdibili. L’ingresso di Di Maria ha svegliato la Juve mentre i cambi di Spalletti non hanno portato particolare giovamento, si vedeva che il Napoli ha una maggiore qualità ma il Lecce un gran portiere, Falcone. È parallela la situazione dei gobbi, tecnica superiore ma se non segni rimani a rischio. Il pericolo è cessato solo durante i minuti di ricupero quando Milik ha marcato la sua prima rete bianconera. Allegri ha evitato una vittoria di corto muso. Il Lecce, nel frattempo, ha messo il bus sulla linea di porta cercando di evitare quanto successo con l’Inter. Stavolta ce l’ha fatta, come sempre le squadre di Spalletti sanno fare trenta ma mai trentuno. Mou ringrazia e va a letto ancora da solitario primo in classifica.





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