SI MASCHERA DA T-REX E VA AL SUPERMERCATO/ “Multato! Non protegge da coronavirus”

- Fabio Belli

Si maschera da T-Rex e va al supermercato. “Multato! Non protegge da coronavirus”. Spopolano medici della peste e unicorni che portano a spasso i cani.

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Mettere la mascherina per combattere il coronavirus: lo stai facendo in modo sbagliato. E’ quello che ad esempio si è sentito dire all’inizio di questo mese Felix Brodie, quando ha parcheggiato la sua auto davanti al supermercato Vons a Rancho Cucamonga, in California, e si è presentato con questo abbigliamento: mantello nero a tutta lunghezza, passamontagna, guanti di pelle nera e il tocco finale – una riproduzione di una maschera da dottore della peste del XVII secolo (completa di cappello a cilindro). Poi è entrato nel negozio per comprare dello yogurt. La maschera era stato un acquisto scherzoso, comprato per un capriccio all’inizio della pandemia: “E’ stato raccomandato a tutti di indossare le maschere in pubblico“, dice Brodie, 24 anni. “Ho pensato, beh, perfetto“. Quando il 3 aprile il Centers for Disease Control and Prevention ha raccomandato agli americani di indossare maschere per prevenire la diffusione del coronavirus, l’agenzia ha diffuso le istruzioni per realizzare una semplice copertura per il naso e la bocca in tessuto. Ma dov’è il divertimento? Da qui lo Spider-Man nel reparto cibo in scatola. Il dinosauro che si aggira nel reparto gastronomia. L’unicorno che porta a spasso un cane.

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ITALIA, MULTATO PERCHE’ MASCHERATO DA T-REX AL SUPERMERCATO

Questi avvistamenti, anche se non così comuni come le maschere chirurgiche e i guanti, si sono moltiplicati con il passare dei giorni. Una coppia ha fatto visita ai parenti con una tuta spaziale in costume. In Cina, una donna ha preso delle medicine vestita da giraffa gonfiabile. In Italia, un uomo è stato arrestato dopo aver infranto la quarantena per uscire con una tuta da T-Rex: nella multa è stato specificato che mascherarsi da dinosauro non protegge dal covid-19. La precisione innanzitutto. Il costume da dottore della peste di Brodie ha spopolato, alcuni dei suoi compagni di shopping ridevano e scattavano foto. Altri non sembravano capirlo. “C’era un tizio là fuori“, ha raccontato Brodie, “mi ha guardato e ha scosso la testa e ha continuato a sterilizzare i carrelli della spesa”. Mentre si aggirava per il negozio per fare la spesa – il che è abbastanza complicato quando lo si fa vestiti da medico della peste o da tirannosauro – ha sentito un annuncio per la sicurezza segnalare la sua presenza. Poco dopo, dice, un direttore e una guardia lo hanno gentilmente scortato fuori. Ma non è stato inusuale fare shopping e trovarsi di fronte a maschere ben poco ortodosse: e chissà in Italia cosa succederà se per la fase 2 verrà richiesto l’obbligo di mascherina.

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