Si separa dalla moglie e si fidanzata con la giudice/ Perugia, esposto dell’ex al Csm

- Emanuela Longo

Si separa dalla moglie e si fidanzata con la giudice che ha emesso la sentenza: l’ex non ci sta, esposto al Csm per fare chiarezza

cassa forense
Immagine di repertorio

“Quando si chiude una porta, si apre un portone”, dice un vecchio detto. E a testimoniarlo è proprio un uomo di Perugia che, dopo essersi separato dalla moglie legalmente in tribunale, proprio qui ha conosciuto il suo nuovo amore, ovvero la giudice che aveva emesso proprio la sentenza di separazione. Mesi dopo la sentenza, come racconta TgCom24, è stato proprio l’uomo a rivelare alla sua ex moglie di aver intrapreso una nuova relazione, con il magistrato che evidentemente anche lei conosceva molto bene. La reazione però non è stata quella sperata dall’uomo in quanto la sua ex moglie ha presentato un esposto al Consiglio superiore della magistratura per fare chiarezza sull’accaduto e soprattutto sulla presunta imparzialità della sentenza emessa. L’esposto sarebbe stato ricevuto dal Csm nelle scorse settimane, sebbene il caso faccia riferimento al 2018.

SI SEPARA DALLA MOGLIE E SI FIDANZATA CON LA GIUDICE: ESPOSTO DELL’EX

Lo scorso anno, i due coniugi, genitori di un figlio piccolo, avevano deciso di separarsi e per questo avevano presentato al tribunale di Perugia una richiesta di separazione giudiziale. Dopo l’udienza presidenziale di rito, il caso era stato affidato ad una giudice della sezione famiglia. Nel corso dell’udienza l’ormai ex coppia era riuscita a trovare un accordo in merito alla proprietà dell’abitazione e la separazione era andata avanti per via consensuale e dopo 20 giorni, nel novembre dello scorso anno, era arrivata la sentenza. Trascorso un mese da quella data, stando a quanto contenuto nell’esposto, l’ex marito avrebbe comunicato alla donna di avere una nuova relazione, proprio con il giudice che si era occupata della loro separazione. A quel punto non sono mancati i dubbi della ex moglie in merito alle tempistiche della pratica, dal momento che la sentenza sarebbe giunta in pochissimi giorni rispetto al consueto. In dubbio anche l’imparzialità stessa del magistrato che avrebbe così convinto la donna a presentare l’esposto al Csm, ora chiamato ad eseguire tutti i controlli di rito.



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