Siena, progettavano attentato moschea: 12 indagati/ Arrestati 2 estremisti di destra

Siena, progettavano attentato nella moschea di Colle Val d’Elsa: due arresti e dodici indagati, tra loro un bancario e un figlio.

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Moschea di Siena (Tgr)

Siena, inneggiavano al fascismo e progettavano attentano nella moschea di Colle Val d’Elsa: due arresti e dodici indagati tra i membri del Movimento idea sociale (Mis), sedicente movimento nato sui social network. Le operazioni della polizia di Firenze e di Siena, coordinate dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia fiorentina, coinvolgono dodici italiani residenti a Siena e provincia. Nelle intercettazioni sono state registrate frasi di incitazione all’odio di razza, nonché insulti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Come riportano i colleghi di Rai News, sono accusati a vario titolo di eversione e detenzione illegale di armi: gli agenti hanno sequestrato esplosivi, residuati bellici e armi legalmente detenute. Un arsenale costituito con la scusa di essere collezionisti. Gli agenti della Digos nelle scorse ore hanno effettuato numerose perquisizioni in abitazioni e uffici tra Siena, Sovicille e Poggibonsi: «Al momento non abbiamo riscontri di correlazioni con formazioni politiche di estrema destra già esistenti», il commento del procuratore Creazzo.

SIENA, PROGETTAVANO ATTENTATO IN MOSCHEA: 2 ARRESTI

I due arrestati sono Andrea Chiesi, impiegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, e il figlio Yuri: secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i due estraevano chili di tritolo dalle vecchie bombe della II Guerra Mondiale. Il loro obiettivo era quello di compiere un attentato alla moschea di Colle Val d’Elsa facendo saltare in aria una condotta del gas e, come scoperto dagli investigatori, parlavano di assalti con «pistolettate senza problemi perché la destra estrema è una filosofia di vita». Oltre alle armi, le forze dell’ordine hanno sequestrato documenti apologetici, divise delle SS e piani per agire contro «l’invasione islamica e dei negri». Tutti gli indagati avevano la fedina penale pulita: secondo il Corriere, si tratta per lo più di 50enni che si definivano al di là di Casapound e Forza Nuova. Ma non solo: i membri del gruppo Mis si chiamavano tra loro “camerati” e perseguivano lo scopo di costituire una «struttura qualificata pronta per ogni evenienza».



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