Sileri: “Un errore attendere il nuovo vaccino”/ “Il virus circola tra i più giovani”

- Josephine Carinci

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parla della situazione del Covid in Italia e del vaccino: “Un errore attendere quello aggiornato”

Pierpaolo Sileri
Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute (LaPresse, 2021)

Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ha parlato ai microfoni di Radio Capital della quarta dose e della situazione del virus in Italia: “È un errore attendere il vaccino aggiornato. Oggi, i vaccini, sebbene creati sul virus originario, funzionano molto bene contro la forma grave della malattia, anche contro la variante Omicron e le sue sotto-varianti. A quello dobbiamo tendere: a evitare terapia intensiva e ospedale”. Per il prossimo autunno, spiega il sottosegretario, “non è prevista nessuna misura restrittiva”. Parlando inoltre delle mascherine a scuola, ha aggiunto: “Penso che sotto una certa età non serva”.

La mascherina, infatti, “serve probabilmente per una popolazione più tardo adolescenziale”, ha affermato Sileri. La popolazione più fragile, grazie al vaccino, si trova infatti in una situazione di sicurezza maggiore: “Oggi i nostri anziani sono vaccinati e hanno fatto il richiamo: una circolazione nella popolazione più giovane grandi danni non dovrebbe farli”. Il sottosegretario ha spiegato che “le oscillazioni nella circolazione del virus ci saranno. Ma è una situazione non sovrapponibile a quella degli ultimi due anni e mezzo” in termini di ricoveri. La convivenza con il Covid “significherà che ci comporteremo con questo gruppo di virus e tutte le varianti esattamente come facciamo con gli altri virus che danno l’influenza. Entrerà nell’elenco dei virus contro i quali dovremmo vaccinarci ogni anno”.

Covid, numeri in aumento in terapia intensiva

I casi di Covid sono in aumento, così come quelli sull’occupazione delle terapie intensive, arrivata al 4% a livello nazionale secondo i dati Agenas. A parlarne all’Adnkronos Salute è stato Alessandro Vergallo, presidente degli anestesisti: “Non ci preoccupa, non c’è pressione come in altri periodi ma stiamo invece osservando con molta attenzione l’aumento dei ricoveri Covid in ospedale. Siamo in condizioni di dire che questo picco di contagi non sarà tale da mettere in crisi le rianimazioni ma temo, e non lo possiamo escludere, che potrà invece mettere in crisi il resto dell’attività ospedaliera a cui collaborano gli anestesisti, soprattutto quella chirurgica”.

Il medico ha proseguito: “La diffusione estremamente ampia in questa fase dei contagi Covid non dà riscontro nei ricoverati in termini di malattia moderata o grave. Questo lo consideriamo come un test rispetto alle riaperture complete del Paese. Quello che vogliamo sottolineare è che c’è una pressione continua sugli ospedali che ha quindi la maggior conseguenza sulle attività ordinarie che si stavano pian piano riprendendo e che oggi tornano a soffrire con un chiaro allungamento delle liste d’attesa”.







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