Siri: “Obbligo vaccinale? Una forzatura, sì cure domiciliari”/ “Speranza inadeguato”

- Chiara Ferrara

Armando Siri, senatore della Lega, si oppone all’obbligo vaccinale, definendolo una “forzatura”: vuole puntare sulle cure domiciliari

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Armando Siri (LaPresse)

Armando Siri, senatore della Lega, si oppone all’obbligo vaccinale, definendolo una “forzatura”, piuttosto promuovere le cure domiciliari. Il sottosegretario ai trasporti dimissionato nel governo Conte 1, nel corso di un’intervista a La Verità, ha commentato la gestione della pandemia di Covid-19 da parte dell’Italia, indirizzando accuse dure al ministro della Salute Roberto Speranza.

“Venti milioni di italiani hanno scelto di non vaccinarsi. Migliaia di medici, docenti universitari, insegnanti, imprenditori, professionisti e uomini e donne di cultura condividono molte perplessità”, sottolinea Armando Siri. Il senatore, tuttavia, non ci sta a sentirsi dare del no-vax, piuttosto è a favore della “libertà di scelta”. Inoltre, ha ribadito che “soltanto la guarigione naturale garantisce la creazione di vera immunità sterilizzante, che il vaccino non può offrire”. Da qui la critica ai “medici da salotto”, i quali avrebbero fatto sì che da emergenza sanitaria si passasse a “patologia ideologico-psichiatrica”. Tra i «colpevoli», inoltre, ci sarebbe anche Roberto Speranza, il quale “non ha brillato”. L’accusa, in particolare, è di avere “boicottato” le cure domiciliari precoci sui malati di Covid-19.

Siri sulle cure domiciliari

L’esponente della Lega è in prima linea tra coloro che chiedono la promozione delle cure domiciliari, tanto che in due anni ha presentato diverse interrogazioni parlamentari in merito e una mozione in Senato, che è stata votata quasi all’unanimità. “Promuovono la vaccinazione come via per evitare sovraccarico negli ospedali. Io punto soprattutto sulle terapie domiciliari. Una cosa non esclude l’altra”, ha detto Armando Siri La Verità.

La colpa della Sicilia, da oggi in zona gialla perché il tasso di ospedalizzazione ha superato le soglie previste nel decreto, sarebbe proprio quella di non avere puntato abbastanza sulle cure domiciliari precoci. “In ospedale finiscono pazienti non trattati adeguatamente. I medici di base o non fanno cosa fare o non rispondono o ti mandano in ospedale. Chi si cura subito e bene in ospedale non ci va, a meno che abbia patologie gravi pregresse”, ha concluso.



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