Sondaggi politici/ FdI al 29,6%, Pd in calo al 19,3%. Fiducia Meloni al 42,4%

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto, i dati di Termometro Politico: scioperi, il 38% è per un uso frequente della precettazione

sondaggi Premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi (LaPresse, 2023)

Nuovo appuntamento con i sondaggi politici firmati da Termometro Politico, non mancano le novità nelle intenzioni di voto degli italiani. In vetta alla classifica troviamo come sempre Fratelli d’Italia: il partito del premier Giorgia Meloni sale al 29,6 per cento. Ancora in calo invece il Partito Democratico: i dem di Elly Schlein si attestano al 19,3 per cento. Terza piazza per il Movimento 5 Stelle: i grillini di Giuseppe Conte si attestano al 16,2 per cento.

I sondaggi politici di Termometro Politico non portano buone notizie alla Lega: il Carroccio di Matteo Salvini è in ribasso al 9,5 per cento. Segno più, invece, per Forza Italia: gli azzurri sono quotati al 6,3 per cento. Azione di Carlo Calenda è dato al 3,8 per cento, mentre l’alleanza Sinistra Italiana-Verdi si attesta al 3 per cento. Italia Viva è al 2,7 per cento, mentre +Europa è al 2,5 per cento. Chiudono la classifica Italexit all’1,9 per cento, Unione Popolare all’1,6 per cento e Democrazia Sovrana Popolare all’1,5 per cento.

Sondaggi politici, i dati di Termometro Politico

I sondaggi di Termometro Politico hanno acceso i riflettori anche sulla fiducia nei confronti del premier Giorgia Meloni, che si attesta al 42,4 per cento. Il 57,2 per cento esprime invece un giudizio negativo. Spazio poi al dibattito sul dossier scioperi, che ha visto contrapposti il governo e i sindacati. I sondaggi di Termometro Politico hanno chiesto un giudizio sulla precettazione: per il 56,2 per cento si tratta di una scelta giusta. Entrando nel dettaglio, per il 38 per cento è giusto il più delle volte perché gli scioperi sono troppi e creano inutilmente disagio per i cittadini, mentre per il 18,2 per cento è una scelta giusta ma solo in casi particolari come scioperi molto ravvicinati nella stessa area: per il 42,2 per cento si tratta invece di una scelta sbagliata. Per il 20,9 per cento la precettazione è uno strumento legittimo ma di cui il governo abusa, mentre per il 21, 3 per cento non dovrebbe nemmeno esistere come strumento, poiché viola i diritti dei lavoratori.





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