Sondaggi politici/ Lega al 35%, ma la sorpresa è FdI: superato Berlusconi

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici, intenzioni di voto con la Lega al top e il calo ulteriore del M5s: per il 40% il Governo rimarrà assieme fino al 2023, il 22% “sceglie” il Governo tecnico

Matteo Salvini col rosario
Matteo Salvini, comizio con rosario (LaPresse, 2019)

La Lega resta primo partito anche nel sondaggio condotto da Termometro Politico per Coffee Break, programma di La7. Lo scenario è quello illustrato dunque dagli ultimi sondaggi. Il partito di Matteo Salvini sarebbe al comando con il 35,3 per cento, mantenendo a distanza i rivali. Il sorpasso del Partito Democratico verrebbe confermato dal 23,1 per cento. Ancora indietro il Movimento 5 Stelle, che raccoglie il 18 per cento. Invece ai piedi del podio c’è la principale novità: Fratelli d’Italia potrebbe scalzare Forza Italia. Il partito di Giorgia Meloni è dato al 7,2 per cento, invece quello di Silvio Berlusconi scivola al 6,2 per cento. E dunque non è solo la Lega a crescere, ma anche l’alleato di centrodestra rimasto però fuori dal governo. Proseguendo si arriva ai Verdi con il 2,7%, mentre sulla loro scia abbiamo Più Europa (2,6%). La Sinistra raccoglie al momento l’1,2%, poi c’è il PC con l’1%. Gli altri di Destra si attestano allo 0,9%, invece le rimanenti liste ottengono complessivamente l’1,7%. (agg. di Silvana Palazzo)

EUROMEDIA (12 GIUGNO): 40% VUOLE LEGA-M5S FINO AL 2023

I sondaggi politici di Euromedia, in attesa di capire come e se si svilupperà la trattativa con l’Unione Europea sulla procedura d’infrazione, hanno voluto chiedere agli elettori intervistati quale fosse l’attuale pensiero in merito alla tenuta del Governo gialloverde al netto delle continue frizioni interne che hanno messo a rischio la tenuta della maggioranza nei giorni immediatamente successi ai risultati delle Elezioni Europee. Il 30,3% è convinto che Salvini e Di Maio arriveranno solo fino a fine settembre 2019, mentre il 17,6% ritiene che il Governo finirà a marzo 2020: infine, un Governo che termina la legislatura è ritenuto plausibile dal 39,2% degli intervistati dai sondaggi Euromedia. Se poi però davvero il Governo Conte cadrà, è stato chiesto quale conseguenza immediata avverrebbe: il 65,2% è convinto che arriveranno elezioni anticipate, mentre il 21,5% vorrebbe addirittura formare un Governo tecnico.

IPSOS (5 GIUGNO): FIDUCIA GOVERNO, CROLLO MINISTRI M5S

Mentre sono in corso in questi giorni i vari vertici che serviranno a riannodare i fili dei rapporti interni al Governo, è stato chiesto dai sondaggi politici Ipsos agli elettori intervistati quali fossero a livello attuale la fiducia e il consenso dei principali protagonisti e Ministri dell’esecutivo Lega-M5s, con risultati sorprendenti – non così tanto se si vedono poi i risultati a tutte le ultime elezioni nazionali e locali – specie sui Ministri pentastellati che vedono crollare la loro fiducia da parte dell’elettorato. Ebbene, alla domanda sul giudizio dato all’operato dei vari rappresentanti del Governo gialloverde, a rimanere sulla cresta dell’onda è sempre Salvini che aumenta il consenso rispetto all’insediamento di un anno fa (dal 49% al 53% attuale) seppure in discesa rispetto ai primi mesi del 2019. Chi invece crolla è il Ministro del Lavoro nonché leader M5s Luigi Di Maio, fermo al 32% dopo che all’insediamento era invece dato al 47%; cala anche Conte, dal 63% di fiducia all’attuale 53%. Nei dati dei singoli Ministri, svettano in negativo i cali decisi dei principali dicasteri amministrati dal Movimento 5 Stelle: Costa dal 38% al 25%, Trenta dal 33% al 25%, Giulia Grillo addirittura dal 42% all’attuale 24% di fiducia e consenso. Poi ancora, Bonafede dal 30% al 22%, Toninelli dal 46% al 21% (il peggiore di tutto il Consiglio dei Ministri secondo i sondaggi Ipsos) e Lezzi dal 34% al 20%. Per la Lega invece, bene Bongiorno (al 41%) e Tria (tiene al 36% dopo il 40% di inizio Governo): calano invece Centinaio (dal 36% di fiducia al 28%), Giorgetti (dal 36% al 28%), Fontana (dal 34% al 23%) e Bussetti dal 26% al 22% attuale.

EMG (6 GIUGNO): LE PRIORITÀ DEL GOVERNO

Nei sondaggi approfonditi di Emg Acqua di inizio giugno, è stato chiesto agli elettori intervistati quale fosse secondo loro la scelta più saggia da fare stante le continue frizioni interne al Governo che solo una settimana fa hanno rischiato di portare Lega e M5s alla rottura totale e al ritorno alle urne: ecco, nei sondaggi politici espressi su scala nazionale, il 58% degli intervistati continua a preferire la fiducia a questo Governo che non un ritorno alle urne immediato. Il 34% invece vorrebbe far “tagliare” l’esperienza Salvini-Di Maio preferendo l’instabilità di un ritorno al voto piuttosto che la “stabilità” dell’attuale maggioranza nei prossimi mesi. La domanda successiva che riflette la conseguenza di un rinsaldato patto fra Conte, la Lega e il M5s, è dunque inevitabile: quale è ad oggi la priorità del Governo? Ebbene per il 56% è l’abbassare le tasse il vero cardine su cui il Governo deve puntare per proseguire nel contratto (78% di elettori Lega, che vuole nello specifico la Flat Tax, 12% del Pd, 75% elettori M5s) mentre il tenere in ordine i conti pubblici, stando cosi dentro i parametri Ue interessa “solo” al 40% degli elettori (20% Lega, 86% Pd, 16% M5s).

TECNÈ (6 GIUGNO): LE INTENZIONI DI VOTO

Se oggi si votasse per le Elezioni Politiche la Lega di Matteo Salvini non solo vincerebbe ma compierebbe un ulteriore passo in avanti verso quella cifra impensabile da chiunque, neanche dal Carroccio, del 40%: i sondaggi politici espressi da Tecnè lo scorso 6 giugno certificano una crescita ulteriore della Lega dopo il boom delle Europee, passando dal 34,3% fino al 36% dei consensi. Dietro cala ancora il M5s che con Di Maio non riesce a porre un freno alla discesa delle preferenze: si passa dal 17,1% al 16,9% ma è soprattutto il senso di subalternità nel Governo a Salvini a decretare la crisi nerissima dei pentastellati. Cresce il Pd che guadagna un punto netto in una settimana (dal 22,7% al 23,7%) mentre per Forza Italia la leggera risalita dal 8,8ì% fino al 9% non allontana il senso di inferiorità nel Centrodestra, ora col rischio pure di venire raggiunti da Fratelli d’italia (al 6,6% il partito della Meloni).

SONDAGGI DEMOS (8 GIUGNO): I PARTITI E LA CHIESA

Con un Governo “ambiguo” dal punto di vista dei dati elettorali, la politica italiana ha vissuto mesi e settimane convulse prima delle Europee e così sarà pure fino alla prossima manovra, con Lega e M5s impegnate a non “cadere” e a non perdere terreno di consensi: le maggiori critiche alla Lega di Salvini, il vero partito “maggioritario” dell’ultimo anno, sono giunte dal mondo cattolico che non gradisce la salita continua del Carroccio dopo i ben noti scontri sul fronte immigrazione e uso di simboli religiosi durante la campagna elettorale (Rosario, Madonna etc..). Ecco, guardando i sondaggi politici prodotti da Demos-Demetra lo scorso 8 giugno, il 27% afferma di essere cattolico praticante e di aver votato Lega alle ultime Elezioni. Quando però viene fatta specifica richiesta proprio all’elettorato cattolico nel sondaggio Demos a quale partito vorrebbe dare la propria preferenza, gli altri rivali di Salvini ottengono meno fiducia rispetto a quella affidata al Carroccio. E dunque, pur con le tante polemiche e divisioni sulla figura del leader e vicepremier, la Lega vale ad oggi il 27% tra i cattolici, col Pd al 24%, Forza Italia al 12% e Movimento 5 Stelle al 17%.

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