SOSTENIBILITÀ/ Fronteddu (JTI): transizione ecologica e ambito sociale, cruciali per le imprese

- int. Lorenzo Fronteddu

Semplificazione e investimenti strutturali sono fondamentali per aiutare la ripartenza del Paese. E le imprese devono puntare sulla sostenibilità

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Lorenzo Fronteddu, Japan Tobacco International Italia

“Per quanto riguarda il nuovo Governo, la nostra speranza è quella che intervenga in maniera organica laddoveci settori strategici e i più vulnerabili del nostro Paese presentino criticità inderogabili”. Per esprimere l’elemento chiave dell’approccio di Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communications Director in JTI Italia – divisione della multinazionale tra i maggiori produttori di tabacco e prodotti da vaping (proprietaria del brand Winston) – basterebbe parlare di semplificazione e investimenti strutturali.

Il Governo, proprio in questi giorni, lavora al Decreto aiuti-bis. Si parla di almeno 14,3 miliardi a sostegno di famiglie, imprese ed enti pubblici, attraverso provvedimenti che dovrebbero in parte prorogare quelli già approvati nei mesi scorsi. Il manager, come racconta in questa intervista, ha un’idea ben chiara dei problemi strutturali che affliggono l’Italia, “un Paese dall’enorme potenziale di crescita”, e di quali devono essere le priorità che la politica deve affrontare.

Partiamo dal fisco un tema annoso e mai risolto che rende l’Italia meno competitiva rispetto agli altri Paesi e riguarda imprese, lavoratori e famiglie: cosa suggerirebbe a un nuovo Governo per sbloccare questa situazione?

Il fisco si presenta in Italia, ma anche in altri Paesi, come un sistema altamente complesso sia nella gestione che nelle riforme da attuare, rendendoci meno competitivi e attrattivi rispetto al panorama internazionale. Il tema della fiscalità è un argomento difficile da affrontare persino per gli addetti ai lavori. Anche se siamo certi che le istituzioni stiano lavorando duramente per cercare di snellire e semplificare questo sistema, abbiamo davanti a noi ancora molta strada da fare. Per quanto riguarda il nuovo Governo, la nostra speranza è che intervenga in maniera organica laddove i settori strategici e i più vulnerabili del nostro Paese presentino criticità inderogabili. Questo tipo di interventi, infatti, potrebbe fungere da propulsore per accelerare il generale cambiamento strutturale del nostro sistema fiscale, puntando anche a una maggiore sistematicità dei processi. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove gli scenari macroeconomici internazionali che si prospettano saranno complessi da affrontare, un sistema fiscale semplificato, supportato da maggiori investimenti nel tessuto imprenditoriale, può davvero rappresentare un importante volano per la ripresa economica del Paese.

Di quali riforme strutturali avrebbe bisogno il nostro Paese per far ripartite le tante energie positive economiche e sociali che abbiamo?

L’Italia è un Paese dall’enorme potenziale di crescita, un asset imprescindibile che ha bisogno di essere valorizzato il più presto possibile. A causa della complessità dell’attuale sistema fiscale, molti imprenditori, locali e internazionali, hanno riscontrato non poche difficoltà a entrare sul mercato e fornire un contributo concreto alla nostra crescita. Questo aspetto si traduce in un minore gettito fiscale per lo Stato e minore crescita del tessuto socio-economico del Paese. L’Italia ha bisogno di risposte concrete, ma siamo ben consci del fatto che anche un’imponente manovra di semplificazione fiscale potrebbe non essere l’unica via da percorrere. In questo senso, sta anche alla lungimiranza delle aziende e delle istituzioni aprire un dialogo continuativo che possa permettere a tutte le parti in gioco di istituire una stretta collaborazione volta alla realizzazione di un sistema fiscale che garantisca equità e una corretta distribuzione e allocazione delle risorse

Sostenibilità è un tema ormai cavalcato da tutti e che rientra nelle agende virtuali di tutti i governi: come si realizza nel concreto e che valore può dare alle imprese?

Se parliamo di sostenibilità intesa come iniziative promulgate dal Governo, la linea direttrice che al momento dovrebbe avere la precedenza sulle altre è una sola: la transizione ecologica. Dobbiamo raggiungere il prima possibile una soluzione che ci proietti all’interno di città sostenibili dove le basse emissioni, l’indipendenza energetica e una cittadinanza consapevole e responsabile a 360 gradi sulle tematiche ESG, prendano il sopravvento. Mi aspetto un grande cambiamento in questo senso. JTI, sta già contribuendo alla realizzazione di queste città promuovendo l’iniziativa Sustainable cities, il primo studio che analizza 14 città metropolitane secondo gli indicatori della normativa ISO 37120:2018, lo standard di riferimento per misurare la sostenibilità degli ambienti urbani. Questo studio va a supporto delle istituzioni locali per consentire loro una migliore pianificazione per la crescita delle città. Siamo certi che se gettiamo queste solide basi, gli imprenditori e le relative imprese, presenti e future, avranno in seno già tutti gli strumenti necessari per fondare la propria azienda su un business model vincente ma al contempo sostenibile. Tuttavia, per garantire il raggiungimento del miglior risultato possibile, le imprese e le istituzioni dovranno mantenere un dialogo sempre aperto, costruito sulla fiducia reciproca e che permetta di realizzare concretamente questi obiettivi.

Sostenibilità non riguarda solo un’attenzione all’ambiente ma anche all’ambito del sociale: concretamente come questo aspetto incide nel lavoro della sua azienda?

L’ambito sociale è un aspetto di fondamentale rilevanza all’interno delle strategie sostenibili delle imprese e speriamo venga sempre più valorizzato nel corso degli anni a venire. In quanto JTI, abbiamo intrapreso questa strada da tempo, focalizzando il nostro effort proprio sulla restituzione di valore all’interno della nostra comunità nella maniera più concreta possibile. Ne risulta un esempio palese il nostro impegno e la nostra stretta collaborazione insieme alla Fondazione Progetto Arca, nostro partner oramai decennale, con cui stiamo portando avanti meravigliose iniziative volte a supportare le fasce di popolazioni più vulnerabili.

Nel concreto, rimanendo su questo tema, ci racconta com’è nata e cosa vuol dire la collaborazione con Progetto Arca?

Abbiamo varie iniziative che stiamo portando avanti, tra cui Progetto Arca. Come detto in precedenza, la nostra instancabile collaborazione con loro è decennale. Un aspetto davvero significativo, che rappresenta la nostra visione comune di voler continuare a dare un prezioso contributo alla nostra società con un peso specifico sempre maggiore nel tempo. La nostra ultima iniziativa risale al 10 luglio, quando abbiamo inaugurato il nostro Food Truck a Bari e dato vita a un progetto cittadino itinerante con una cucina mobile che distribuirà 100 pasti caldi al giorno alle persone in difficoltà o senza dimora, fornendo una copertura capillare anche negli angoli remoti della città. Non siamo nuovi a questo tipo di iniziative, difatti, grazie alla competenza di Progetto Arca, siamo riusciti a supportare tantissime famiglie vulnerabili e bisognose di aiuto distribuendo ingenti quantità di pacchi alimentari e beni di prima necessità. In sintesi, collaborare con Progetto Arca significa avere entusiasmo e proattività per le attività che mirano ad aiutare il prossimo, facendo sentire la propria presenza sul territorio, senza lasciare nessun individuo indietro.

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