Sottosegretari Governo M5s-Pd/ Nomina slitta a domani: Salvini “scrive” a Mattarella

- Niccolò Magnani

Sottosegretari Governo Conte-bis, fumata nera Pd-M5s-LeU: slittano le nomine. Tra toto-nomi e indiscrezioni, Salvini va all’attacco.

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Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (LaPresse)

Tarda ad arrivare la fumata bianca tra M5s e Pd per la lista dei sottosegretari. Ulteriore slittamento per le nomine, con il premier Giuseppe Conte che ha inviato un messaggio ben preciso alle due forze di maggioranza: «bisogna chiudere il più presto possibile», se plausibile già nella giornata di domani. Riccardo Fraccaro ha spiegato che «la scelta deve essere ponderata. Tanti candidati nel M5S? C’è più possibilità di scelta», mentre il ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha ammesso che «la partita dei sottosegretari è ancora aperta, decide il capo politico Luigi Di Maio». Clima rovente non passato inosservato a Matteo Salvini, che su Facebook ha attaccato: «Dopo neanche una settimana al governo già si scannano per la distribuzione delle poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli Italiani meritavano uno schifo simile?». Non è tardata ad arrivare la replica da casa M5s: «E’ l’ultimo che può parlare di poltrone, ne ha una pagata dagli italiani dal 1993», il giudizio di Manlio Di Stefano. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SOTTOSEGRETARI M5S-PD, SLITTA NOMINA CONTE

Doveva essere oggi – o almeno così si augurava il Premier Conte – per la nomina dei Sottosegretari al Governo ma nel Consiglio dei Ministri tra i più brevi della storia (solo 15 minuti) non si è arrivati palesemente ad alcun accordo. La lista dei nomi per i vari Ministeri ancora non c’è e la partita dei 42 Sottosegretari stenta a decollare: «Noi vorremmo accelerare, ma gli altri vogliono più tempo» fa sapere LeU che nel novero delle cariche dovrebbe avere meno nomi rispetto ai Dem e 5Stelle. Secondo fonti riportate dall’Ansa, dovrebbe tenersi un altro CdM già domani, o al più tardi tra sabato e lunedì: la fretta è presto che spiegata, senza la squadra al completo il motore della macchina pubblica non può partire e così neanche i tavoli per le imminenti riforme che devono partire al più presto per il Def e la manovra d’autunno. Secondo Repubblica i motivi del ritardo sarebbero gli scontri interni tra M5s e Pd su alcuni posti chiavi: per 43 posti ci sono in tutto 200 candidature nelle liste pervenute a Palazzo Chigi e solo 120 sarebbero del Nazareno. Di Maio nei giorni scorsi, ricordiamo, aveva “scaricato” l’onere di trovare i candidati sui gruppi parlamentari, chiedendo «cinque nomi per ogni commissione».

LE TRATTATIVE PD-M5S-LEU

«Domani sarebbe buono riuscire a completare la lista della squadra dei Sottosegretari per poter partire essere quanto prima attivi»: lo ha detto questo pomeriggio da Bruxelles il Premier Conte dopo aver incontrato i vertici Ue per dirimere le prossime sfide su Manovra, crescita e migranti. Il Presidente del Consiglio spinge dunque perché al più presto si possa cominciare a lavorare nei vari Ministeri per far fronte all’impegno più gravoso di tutti, il cambio della legge elettorale e soprattutto le prime stime per Def e Manovra di Bilancio: ma per il momento, secondo quanto raccolto da Askanews su fonti Pd, i partiti del Governo Conte-bis frenano decisamente. «Si lavora per chiudere, ma non è detto che ci si possa fare entro domani», spiegano dal Partito Democratico facendo leva sul fatto che i reali problemi siano interni al Movimento 5 Stelle. Come vi abbiamo raccontato in questo focus, dopo le nomine dei Ministri e quella del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio non correrebbe più buon sangue tra Di Maio e Spadafora (fino ad oggi tra i più stretti collaboratore del Ministro degli Esteri). Con la scelta di Fraccaro, una parte del M5s non avrebbe preso bene la scelta del capo politico e con l’uscita di scena di diversi altri Ministri M5s (Lezzi, Toninelli, Grillo) la tensione interna ai 5Stelle viene data “febbrile” da diversi retroscena vicino al Parlamento in questi giorni.

TOTO-NOMI DEI SOTTOSEGRETARI AL GOVERNO CONTE-BIS

Per questo motivo arrivare a definire già domani l’intera squadra di almeno 42 Sottosegretari del Governo Pd-M5s-LeU sarebbe più vicino all’utopia che all’eventuale possibilità: intanto i toto-nomi si susseguono da giorni tra Palazzo Chigi, le agenzie e le segreterie dei partiti coinvolti nella triangolazione di “manuali Cencelli” e via dicendo. Secondo il Messaggero per il Pd sarebbero pronti Gian Paolo Manzella per gli Affari Europei, Antonio Misiani per il Tesoro, Emanuele Fiano Sottosegretario agli Interni e Anna Ascani, renzianissima, verso la vicepresidenza del Miur. Di contro, il M5s pronto a schierare Barbara Lezzi al Lavoro, Francesco D’Uva agli Interni, Manlio di Stefano confermato agli Esteri e Laura Castelli in via di conferma all’Economia come viceministro. A quanto apprende Public Policy da fonti parlamentari Liberi e Uguali punta ad ottenere due o tre sottosegretari: Rossella Muroni sarebbe indole position per il n.2 del Ministro Costa all’Ambiente, mentre da vice Catalfo al Lavoro potrebbe andare Arturo Scotto. Per quanto riguarda il Mit, in corsa come possibili vice-De Micheli i grillini Giulia Lupo, Emanuele Dessì e/o Stefano Buffagni.

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