SPY EMIRATI/ Tecnologia, finanza, petrolio: la rete di Khaled bin Mohammed

- Giuseppe Gagliano

Il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed sta facendo tutto il possibile per formare il principe ereditario Khaled bin Mohammed

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Mohammed bin Zayed, presidente degli EAU (LaPresse)

Come sappiamo, Mohammed bin Zayed è divenuto presidente degli Emirati Arabi Uniti dopo la morte del fratellastro Khalifa bin Zayed Al Nahyan a Evian-les-Bains, in Francia il 13 maggio e sta facendo di tutto per dare a suo figlio il ruolo di principe ereditario.

Suo figlio Khaled bin Mohammed è nato dal matrimonio tra Mohammed bin Zayed e Salama bint Hamdan Al Nahyan. Ha conseguito la laurea alla New York University e ha rivestito un ruolo importante come responsabile del Consiglio supremo di sicurezza nazionale nel 2010. Non dimentichiamo che questo organismo coordina tutte le strutture di sicurezza del regno. A partire dal 2016 è stato nominato ministro della Sicurezza interna. Naturalmente vi è un temibile rivale alla successione del regno e cioè suo zio Tahnoon bin Zayed Al Nahyan che è stato nominato consigliere per la Sicurezza nazionale. Dovendolo destinare come principe ereditario, è evidente che il padre ha fatto di tutto per dargli un’idea chiara di tutti i principali apparati di potere – come ad esempio quelli della sicurezza – grazie alla fondamentale collaborazione di Saif Mubarak Al Aryani, segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dopo aver servito come ambasciatore a Parigi dal 2001 al 2009.

Questo personaggio è tutt’altro che marginale all’interno della dinamica di potere familiare degli Emirati arabi: infatti oltre a essere un generale delle forze armate si può dire che sia in un certo senso il vero e proprio maestro di Khaled bin Mohammed. Ma accanto all’apparato di sicurezza il figlio dell’attuale sovrano è stato introdotto negli arcana imperii del fondo sovrano Mubadala, gestito da Khaldoon Al Mubarak, amico d’infanzia di MbZ.

Affinché la posizione del figlio risulti sempre più solida all’interno dell’apparato di potere, l’attuale presidente sta facendo di tutto per marginalizzare l’attuale ministro degli Affari presidenziali Mansour bin Zayed Al Nahyan. Ritornando alla formazione che l’attuale figlio sta ricevendo dal padre, un altro aspetto particolarmente delicato è quello legato alla dimensione della sicurezza tecnologica che viene coordinata da Jassem Al Zaabi, direttore della divisione tecnologia dell’informazione e della comunicazione del fondo Mubadala e Ceo di Yahsat, la sua filiale specializzata nelle comunicazioni satellitari.

Khaled bin Mohammed ha continuato la sua ascesa all’interno della cerchia ristretta di suo padre diventando presidente del comitato esecutivo di Adnoc. Non dimentichiamoci inoltre che Khaled bin Mohammed – nipote di Zayed bin Sultan Al Nahyan, fondatore degli Emirati Arabi Uniti nel 1971 – fa parte del Consiglio supremo per le finanze ed economiche, che sovrintende a tutte le attività economiche di Abu Dhabi come Mubadala, Adq, Adia e Adnoc.

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