SPY FINANZA/ Gamestop mostra come Biden incolperà i daily traders per la nuova crisi

- Mauro Bottarelli

Sembra esserci ormai una chiara strategia da parte dei daily traders su alcuni titoli in cui lo short interest è superiore al 50% del flottante

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LaPresse

Quando l’altro giorno ho scritto l’articolo su GameStop e il colossale short squeeze inenscato dalla clientela retail, speravo che sarebbe rimasto in modalità di incursione una tantum nel territorio inesplorato della follia terminale. Invece, no. Alle 17.14, mentre comincio a scrivere queste righe, il titolo della catena di negozi di videogiochi sta guadagnando il 35,50% a 88,09 dollari per azione, dopo aver aperto a 96,73 dollari (+130% in pre-market) e toccato un massimo di 159,18 dollari. Speculazione pura e semplice. Costosa. 

Stando a dati della S3 Partners, chi ha scommesso contro il titolo solo nel 2021 ha già perso 3,3 miliardi di dollari, 1,6 dei quali soltanto venerdì scorso. E che ha oltretutto innescato un effetto contagio, se è vero come è vero che contemporaneamente il titolo di National Beverage Corporation viaggiava a +16,47% e 114,60 dollari di valutazione, avendo toccato però un massimo intraday di 140 dollari. 

Perché ho citato questo altro esempio? Lo mostrano questo grafico e questa tabella, i quali mettono in prospettiva il delirio in atto: i daily traders stanno scommettendo come pazzi su titoli del Russell 3000 il cui short interest è superiore al 50% del flottante. Di fatto, solo fino a pochi mesi fa, il corrispettivo di camminare bendati e in senso di marcia inverso sulla tangenziale di Milano. Il sabato sera. 

E la cosa spaventosa è che la Sec tace. L’ineffabile ente di vigilanza dei mercati non dice nulla, nonostante le evidenze di palesi manipolazioni di mercato siano ormai decine. In primis, il fatto che gli investitori retail focalizzati sulla sistematicità degli short squeezes come strategia di guadagno (di per sé, già manipolatoria) formino veri e propri cartelli di flussi su Reddit, fregandosene altamente del valore intrinseco del titolo su cui puntano. L’unica ratio della loro mossa è basata sul controbilanciamento – quasi idraulico – fra enorme controvalore di short selling in atto e forzatura delle medesime posizioni a causa dei loro acquisti in massa. Qui non conta più il fondamentale che opera da sottostante a un titolo (bilanci, CapEx, vendite, ricavi), conta la legge della giungla. E la Sec guarda. Ma dietro tutto questo, signori, c’è qualcosa di peggio. C’è una strategia, il cui fine ultimo è uno solo: costruire i presupposti, più chiassosi e mediatici possibili, in base ai quali l’America di Joe Biden incolperà proprio i daily traders del crollo imminente del mercato, sostanziato in realtà al 99% dalla Fed e dalla sua opera. Di fatto, gli investitori in ciabatte e mutande stanno solo sfruttando una finestra di opportunità garantita dalla Banca centrale e non da un biscazziere. 

Moralmente discutibile, sono io il primo ad ammetterlo. Ma a livello pratico, il discorso è diverso. Ecco perché la SEC lascia fare. Guarda e passa, quasi si trattasse di ragazzate e non di palesi violazioni delle norme minime di regolamentazione. E guardate quest’altro grafico, il quale mostra plasticamente come l’acquisto di qualcuno sia sempre la conseguenza della vendita di un altro soggetto. Nella fattispecie, gli insiders di GameStop. Ovvero, impiegati e dirigenti della catena di videogame che fra il 12 e il 14 gennaio hanno venduto un totale di 20 milioni di dollari di controvalore in azioni, il dispositivo di vendita combinato maggiore per l’azienda dal settembre 2013. 

Ora, se avessero aspettato qualche giorno staremmo parlando di un ammontare ben superiore ai 100 milioni di dollari, ma resta il fatto che il timing parla chiaro: tutti i soggetti in questione – TUTTI, dalla Sec alle aziende ai daily traders ai gestori di piattaforme – sanno che quello in atto è un vero e proprio casinò degno di Las Vegas. E, per una ragione o per l’altra, a tutti va bene che sia così. Qualcuno vince, qualcuno perde. Quasi a turno. Per quanto, però? Poco, immagino. E temo. E a farmi pensare in questo modo ci pensano questi ultimi due grafici, i quali paiono dipingere con tinte vivide e tratto cristallino la scenario che vi prefiguravo prima. 

Il primo mostra la traiettoria del reddito personale statunitense incorporando il pacchetto di stimolo da 1,9 triliardi appena annunciato da Joe Biden, il tutto alla luce di una voce relativa ai risparmi totali in eccesso degli statunitensi che entro la primavera è già attesa in area 2 triliardi, stando a calcoli appena pubblicati da Credit Suisse. Un diluvio di liquidità a disposizione dei cittadini questa volta, una sorta di Bengodi del welfare. Quasi il lato positivo del Covid. E dove andranno a finire quei soldi? Serviranno ad attività coscienziose ed edificanti come abbattere il debito scolastico, immobiliare, su carte di credito e acquisti a rate o con finanziamento? No, proprio le fasce di reddito più basse fra quelle che usufruiranno dell’assegno di sostegno federale hanno confermato che con quel denaro compreranno securities. 

Di fatto, dopo il backstop diretto della Fed, oggi Wall Street può contare anche su quello indiretto e implicito del Tesoro attraverso i programmi di supporto all’economia, visto che i titolari di sussidio utilizzano i soldi per comprare azioni e gonfiare il rally! E qualcuno ancora ha il coraggio di chiamarlo libero mercato o addirittura liberismo selvaggio? Detto fatto, questo ulteriore flusso di capitale pare destinato a innestarsi in una dinamica di picco della dilatazione ormai terminale. Tradotto, i retail traders si ritroveranno in mano lo spillo che ha fatto esplodere la bolla delle sovra-valutazioni, quando occorrerà trovare un colpevole e un capro espiatorio per interi trimestri di azzardo morale elevato a modello di trading. A quel punto, statene certi, alla Sec si sveglieranno di colpo e probabilmente faranno partire perquisizioni a raffica negli uffici delle piattaforme di negoziazione on-line, bloccando l’operatività in nome della lotta alla manipolazione di mercato. Magari, proprio nel corso di una correzione, quando si vorrebbe vendere. 

Ed ecco che, dopo Bitcoin già bollato da Janet Yellen come strumento di finanziamento del terrorismo e arma segreta del riciclaggio globale, un altro Monsieur Malaussene sarà pronto a essere sacrificato sull’altare del pubblico ludibrio. Di fatto, rivalutando implicitamente i cosiddetti bankster, visto che una volta giunti al potere, i rappresentanti del 99% della società sfruttata e impoverita si sono comportati allo stesso modo, causando un altro crash. Per porre rimedio al quale, ovviamente, dovrà di nuovo scendere in campo – arsenale alla mano – la Fed, i cui atti innescheranno un altro, ciclico rally. Questa volta sì cavalcato alla grande dalla smart money, la quale comprerà per un tozzo di pane ciò che i Robinhooders vorranno vendere a qualsiasi prezzo, pur di non perdere tutto. Sembra già scritto, quasi una sceneggiatura da film. Sono le 17.57 e sto per inviare il pezzo in redazione per essere impaginato e pubblicato: GameStop viaggia a +50,05% e 98,48 dollari di valutazione. 

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