“Stalking non è più aggravante femminicidio”/ Ma non è vero: cos’ha deciso Cassazione

- Silvana Palazzo

“Stalking non è più aggravante femminicidio”, titolano i giornali. Ma non è vero e la dottoressa Francesca Florio lo spiega. Ecco cos’ha deciso davvero la Cassazione

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(LaPresse)

Lo stalking non è più un’aggravante in caso di femminicidio o omicidio”. Fa discutere la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in merito ad un delitto del 2016. C’è chi parla di un passo indietro di almeno 12 anni sulla difesa delle donne. Ma le cose in realtà non stanno affatto così. Lo spiega chiaramente Francesca Florio, dottoressa magistrale in giurisprudenza che fa divulgazione sui social di fattispecie giuridiche. «È stato semplicemente statuito che i due reati non concorrono, perché lo stalking viene assorbito dall’omicidio aggravato dallo stalking, e questa è una cosa logica», ha spiegato nelle sue stories pubblicate su Instagram. La pronuncia della Suprema Corte non comporta, quindi, che lo stalking non sia più aggravante dell’omicidio, «contrariamente a quanto fanno intendere i titoli clickbait di Repubblica e anche poi il testo dell’articolo».

«È proprio il contrario, perché contesti l’omicidio aggravato dallo stalking e così è giustificata la pena dell’ergastolo, mentre la condanna media per omicidio volontario è di 12 anni. Paradossalmente potresti prendere di meno se ti contestassero omicidio volontario insieme allo stalking. Così si punisce più gravemente, non meno». Ciò però non vale se precedentemente c’è stata una condanna per stalking, ma questo non vuol dire che venga eliminato.

STALKING E FEMMINICIDIO: COS’HA DECISO CASSAZIONE

Per capire meglio la questione bisogna fare un passo indietro, che è in effetti la premessa fatta dalla praticante avvocato Francesca Florio sui social. «La Corte di Cassazione si occupa di dare un’interpretazione delle leggi, in sostanza si occupa di “spiegare” come vanno interpretate le leggi. Quando ci sono contrasti giurisprudenziali, cioè quando c’è un conflitto di interpretazioni anche all’interno della stessa Corte, la questione viene rimessa alle Sezioni Unite che insieme vengono a capo della questione e indicano quale deve essere l’interpretazione di una norma». E questo è accaduto nel caso dell’omicidio aggravato dallo stalking. Le Sezioni Unite hanno dovuto decidere se i due reati omicidio aggravato dallo stalking e stalking possono concorrere. Il processo deve aprirsi cioè per omicidio aggravato dallo stalking o anche per stalking? Bisogna contestare un reato aggravato o due reati? Quindi la Cassazione doveva decidere se si tratta di un reato complesso o meno, come la rapina, che contiene due elementi costitutivi che rappresentano a loro volta due reati, il furto e la violenza privata. «Quindi, se l’omicidio aggravato dallo stalking viene considerato un reato complesso, assorbe in sé lo stalking». Ma questo non vuol dire fare un passo indietro sulla difesa delle donne, anzi così si rischia una condanna all’ergastolo.

 

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