Stefania Fragliasso, rapinata e uccisa in casa/ Terzo arresto: fermato il basista

- Silvana Palazzo

Stefania Fragliasso, rapinata e uccisa in casa: c’è il terzo arresto, è stato fermato il basista. La reazione della famiglia della donna di 76 anni

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Stefania Fragliasso, rapinata e uccisa in casa

Una terza persona è stata arrestata per l’omicidio di Stefania Fragliasso, l’anziana di 76 anni trovava morta tre mesi fa nella sua abitazione nella zona di Gianturco, a Napoli. Questa terza persona è stata fermata dai carabinieri di Poggioreale nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura. Quindi il gip, al termine dell’udienza di convalida, ha emesso nei confronti dell’indagato, considerato il basista della banda, una misura cautelare in carcere per rapina e concorso in omicidio aggravato. Lo scorso 22 maggio i carabinieri avevano arrestato altre due persone: un uomo di nazionalità romena ed una donna italiana, anche loro ritenuti componenti della banda. Ora dunque gli investigatori stanno stringendo il cerchio attorno agli altri componenti della banda. Ne mancherebbero altri due all’appello. La 76 enne, secondo quanto emerso dall’autopsia, è morta per asfissia perché i rapinatori le tapparono la bocca con un indumento intimo provocandone il decesso.

STEFANIA FRAGLIASSO, RAPINATA E UCCISA IN CASA: TERZO ARRESTO

La notizia dell’arresto del basista è stata commentata a La Vita in Diretta-Estate dalla famiglia di Stefania Fragliasso. «Siamo contenti. Erano persone abituate a queste cose, avevano già commesso questi crimini. Avevano precedenti», ha dichiarato il figlio della vittima. Il marito della donna, Salvatore Russo, che era uscito di casa prima dell’omicidio, rivolge parole dure ai responsabili. «Voglio rivolgermi a questi barbari assassini. Come vi sentite? Non avete ammazzato una donna di 76 anni, ma una bambina. Perché l’avete colpita quando era sola in casa? Non siete niente, farete la stessa fine». Poi ha ripreso la parola il figlio di Stefania Fragliasso, che ha voluto ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto. «Sapevano qualcosa di troppo, gli orari in cui non c’era mio padre in casa e che lunedì non c’era la collaboratrice domestica. Queste tre persone sono state riprese dalle telecamere: hanno impiegato circa 30 minuti per fare tutto».



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