Suor Gloria Narvaez rapita in Mali e liberata/ “Dicevano che Islam è unica religione”

- Andrea Murgia

Suor Gloria Narvaez Argoti, missionaria colombiana sequestrata dai jihadisti nel 2017 in Mali e liberata all’inizio di ottobre, ha parlato della sua prigionia in un’intervista a Vatican News

Rosario
Immagine di repertorio (LaPresse)

Suor Gloria Narvaez Argoti, la missionaria colombiana sequestrata dai jihadisti nel 2017 in Mali e liberata all’inizio di ottobre, ha parlato della sua prigionia in un’intervista a Vatican News: “Ho sentito molta fiducia in Dio, in ogni momento. Quando potevo camminare un poco nel deserto e guardare la grandezza della creazione, il sole che si levava al mattino, i cammelli che camminavano sulle dune… In ogni momento ero unita a Dio e sentivo di Dio una grande sicurezza”.

“Quel che più mi ha fortificata è stata la fede, la preghiera – ha detto la missionaria – recitavo sempre i salmi e avevo forte fiducia in Dio, e nel fatto che tutti pregavano e si univano spiritualmente a me. Mi hanno sempre discriminata perché sono religiosa. Hanno sempre detto che l’Islam è la religione. Avevo molta fiducia in Dio. Mi dicevo ‘poco importa’, perché ero pronta a dare la vita. Poco importa”.

SUOR GLORIA SPOSTATA TRA 33 CAMPI JIHADISTI: L’INCONTRO COL PAPA

Suor Gloria Narvaez Argoti è stata liberata il 9 ottobre e ricevuta l’indomani da Papa Francesco a Roma, dove ha assistito alla messa di apertura del Sinodo nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Alla fine della celebrazione, il Papa le si è avvicinato per benedirla. Nei suoi quattro anni passati nel deserto è stata spostata tra 33 campi dei jihadisti in condizioni di salute precarie.

A proposito del suo lavoro da missionaria in queste zone rischiose, suor Gloria ha detto a Vatican News: “Eravamo impegnate in un centro di assistenza sanitaria per la gente dei vari villaggi. Ci occupavamo anche di microcredito per il piccolo commercio nel mercato specie per le donne, perché potessero contribuire al mantenimento della famiglia. Ora non siamo più presenti da qualche mese, ma abbiamo ottenuto che queste attività non chiudessero e tuttora continuano, ad eccezione del microcredito, tutte gestite da donne del posto con la supervisione della diocesi”.



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