Svezia, pochi casi Covid senza rigido lockdown/ “La nostra strategia ha funzionato”

- Dario D'Angelo

La scelta della Svezia di affrontare il coronavirus senza lockdown sembra stia pagando i suoi frutti. Ma il fattore tempo sembra suggerire il contrario.

Coronavirus e droplets: un nuovo studio
Coronavirus (Web, 2020)

Convivere con il virus ed evitare il lockdown: questo l’approccio alla pandemia di coronavirus della Svezia. Ma alla fine, chi ha avuto ragione? I Paesi che hanno optato per restrizioni più severe (come l’Italia) o la nazione scandinava che ha optato per pochi divieti e tanta responsabilità dei singoli? Come riportato dal Corriere della Sera, la Svezia con un tasso di contagi e mortalità di gran lunga superiore a quello di Norvegia e Danimarca ha registrato 84.985 positivi e 5.835 morti. Ora, però, mentre i numeri della pandemia stanno facendo segnare una risalita anche in Europa, a Stoccolma i dati sono saldamente discendenti. Una controtendenza che sembrerebbe premiare la strategia di più ampio respiro approntata dagli svedesi: “La Svezia è passata dall’essere il Paese con più contagi in Europa a quello più sicuro — ha detto il dottor Anders Tegnell, l’epidemiologo di riferimento del governo —. La nostra politica può aver tardato a portare risultati ma alla fine sono arrivati e sono più stabili”.

SVEZIA: “COVID: LA NOSTRA STRATEGIA HA FUNZIONATO”

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie la scorsa settimana ha segnalato in Svezia 12 casi di coronavirus per milione di abitanti: pur restando nella stessa Scandinavia il bilancio pende a favore di Stoccolma, con la Danimarca che ne ha 18 e la Norvegia 14. Un’inversione di tendenza confermata anche dalla clinica: rispetto alla metà di aprile, quando si registravano più di cento decessi al giorno, oggi non si superano i due o tre morti. Di contro giovedì Copenaghen ha riportato il record degli ultimi 4 mesi con 179 infetti in 24 ore. Resta però il fatto che la Svezia ha avuto finora 5.832 morti: sei volte di più di Danimarca (264) e Norvegia (626) messe insieme. Stoccolma è anche indietro sul numero di tamponi effettuati giornalmente. La virologo Lena Einhorn, sentita dal Daily Telegraph, ha dunque spiegato: “È impossibile che Oslo e Copenaghen raggiungano un numero così alto di decessi, anche perché le cure stanno migliorando e all’inizio del prossimo anno dovremmo ottenere un vaccino”. Come dire che la Svezia non avrà il “tempo” per raccogliere i frutti della sua semina…

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