Talebani appendono 4 corpi alle gru in piazza/ Orrore a Herat: “Punizione esemplare”

- Alessandro Nidi

Orrore in Afghanistan, dove i talebani si sono resi protagonisti di quattro esecuzioni di piazza nei confronti di uomini accusati di appartenere a una banda di sequestratori

talebani a Kabul
Talebani al potere in Afghanistan (LaPresse, 2021)

I talebani terrorizzano l’Afghanistan e il mondo: le immagini che hanno sconvolto il web mostrano i cadaveri di quattro uomini privi di vita appesi alle gru nella piazza principale di Herat, poiché accusati di appartenere a una banda di sequestratori in cerca di riscatti. L’esposizione dei corpi, piuttosto macabra, è stata preceduta da reiterati appelli alla popolazione, affinché si radunasse e assistesse dal vivo alla scena: “Una punizione esemplare che serve da monito per tutti”,  hanno affermato nei filmati diffusi sulle televisioni locali e già virali sui social network i talebani.

Come riportato dai colleghi del “Corriere della Sera”, a detta di Sher Ahmad Ammar, vicegovernatore di Herat, i quattro avevano rapito un uomo d’affari locale assieme al figlio e stavano tentando di portare entrambi fuori città, quando sono stati intercettati da una pattuglia e, da quel momento, ha avuto origine un intenso scontro a fuoco, nel quale i quattro banditi sono deceduti. Sarebbero invece illesi clamorosamente i due ostaggi che si trovavano con loro.

TALEBANI ESPONGONO CADAVERI IN PIAZZA: ORRORE IN AFGHANISTAN, RITORNO AL MEDIOEVO

Proprio come evidenziato poche righe fa, i talebani hanno diramato annunci con gli altoparlanti alla popolazione afghana, invitandola a prendere posto in piazza per vedere la scena, a conferma di come il nastro temporale sembri essersi improvvisamente riavvolto e il Paese paia essere ripiombato in un Medioevo tanto cruento quanto inauspicato, del tutto simile a quello del primo Emirato islamico, durato all’incirca un lustro (1996-2001).

Per quanto questa tendenza preoccupi e spaventi, non si può certo definire inaspettata: soltanto nei giorni scorsi il Mullah Nooruddin Turabi, ex ministro della Giustizia talebano e attuale responsabile del sistema carcerario, aveva confermato ai microfoni della stampa internazionale l’intenzione di restaurare punizioni fino a poche settimane fa confinate nel limbo del passato, come la legge del taglione per chi ruba, lasciando intendere che le esecuzioni delle pene, però, non sarebbero (forse) avvenute in pubblico. I fatti di Herat, tuttavia, ribaltano clamorosamente e drasticamente la prospettiva e regalano nuove, indesiderate certezze.



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