Tassa sulla fortuna, manovra 2020/ Il 20% sulle vincite di slot e Superenalotto

- Davide Giancristofaro Alberti

Tassa sulla fortuna, manovra 2020. Diminuiscono le vincite dei giocatori, aumentano le tasse e gli introiti dello stato: ecco tutti i dettagli

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Estrazioni del Lotto e Superenalotto (LaPresse)

Il governo ha inserito nella manovra 2020, la cosiddetta “tassa sulla fortuna”, ovvero, un prelievo sulle vincite e sulle slot, superiore ai 300 milioni di euro in termini di maggiore gettito atteso. La manovra è giunta per compensare le modifiche riguardanti la sugar tax, la tassa sulle auto aziendali, e la plastic tax, ed ha trovato d’accordo tutte le forze della maggioranza. Tenendo conto degli 800 milioni di euro che lo stato già incassa, grazie all’aumento del prelievo erariale, il settore del gioco contribuirà alla copertura finale con una cifra superiore al miliardo di euro. A pagare però non saranno solamente i gestori e i concessionari, ma anche i giocatori, a cominciare dalla riduzione delle vincite sulle slot, attualmente al 65%. Nel dettaglio, per le vincite alle Vlt superiori ai 200 euro, lo stato tratterrà il 20%, mentre per quanto riguarda i giochi Gratta&Vinci, Superenalotto, win for life, win for life gold e SiVince tutto, lotterie nazionali, Enalotto, Superstar, il 20% si applicherà solo alle somme superiori ai 500 euro.

TASSA SULLA FORTUNA, MANOVRA 2020: AUMENTA IL PREU SULLE SLOT

Tassazione che potrebbe essere poi inasprita dal primo gennaio del 2021, quando lo stato dovrebbe mettere le mani anche sulle vincite più basse, con un prelievo pari al 15% delle vincite se superiori ai 25 euro con Vinci per la vita-Win for life, Vinci per la vita – Win for Life Gold e a «SiVinceTutto SuperEnalotto», lotterie nazionali ad estrazione istantanea. Escluso invece il Superenalotto. IlSole24Ore sottolinea anche il nuovo Preu sulle slot (Awp), che salirà dal 23% attuale fino al 23.9, mentre dal primo gennaio del 2021 arriverà al 24%. Rivista invece al ribasso l’aliquota del Preu sulle Videolottery, che scenderà dall’attuale 9% fino all’8.50% dell’anno venturo, per poi risalire all’8.60% dal primo gennaio del 2021. Il governo ha preferito tassare i giochi piuttosto che altri prodotti, una mossa probabilmente condivisa dalla massa, ma che scontenterà gli esercenti che vedranno le tasse da pagare a fine anno ulteriormente aumentate.



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