Teresa, figlia Jovanotti: dalla malattia ai fumetti/ “La quotidianità è la vera cura”

- Chiara Ferrara

Teresa Cherubini, figlia di Jovanotti, si racconta tra la lotta contro la malattia e la passione per i fumetti a fianco della onlus Casa Oz

jovanotti figlia teresa cherubini 640x300
Teresa Cherubini, figlia Jovanotti

Teresa Cherubini, figlia di Jovanotti, si è raccontata in una intervista a La Stampa: dalla lotta contro la malattia alla passione per i fumetti. La ventitreenne, illustratrice nata dalla relazione tra il cantante e Francesca Vitali, ha dovuto di recente fare i conti con un tumore al sistema linfatico. Un anno e mezzo fa i suoi riccioli rossi erano radi a causa dei sei cicli di chemioterapia, ma adesso è tutto diverso. “Dopo l’ultimo trattamento ho deciso di rasarmi come segno di un nuovo inizio”, ha ricordato.

Non è stato semplice vivere quest’incubo, ma la ragazza non ha mai mollato. “La malattia arriva dal nulla, ti precipita addosso da un momento all’altro. Il tuo mondo va sottosopra ed è importante mantenere le piccole cose rassicuranti, averle con te in maniera stabile in una situazione che di stabile ha ben poco”. Adesso che ce l’ha fatta, Teresa vuole aiutare anche chi sta ancora lottando. È per questo motivo che ha illustrato il libro dal titolo “La quotidianità che cura”, pubblicato per celebrare i quindici anni di attività della onlus Casa Oz.

Teresa, figlia Jovanotti: dalla malattia ai fumetti. L’aiuto a chi ha sofferto come lei

Teresa Cherubini, come raccontato a La Stampa, è in prima linea al fianco di Enrica Baricco, presidente della Casa Oz, nell’aiuto di bambini e ragazzi che stanno vivendo la malattia come accaduto a lei: la figlia di Jovanotti vuole condurre verso la normalità coloro che sta soffrendo. “Nei mesi del Covid, mentre mi sottoponevo alle cure, ho vissuto sulla mia pelle l’importanza della quotidianità, di continuare a fare le cose più normali: disegnare, guardare serie, ascoltare musica. Fa tutto parte del guarire e del sentirsi bene, energie che aiutano a combattere la tua battaglia”.

È per questo motivo che per i più piccoli anche soltanto continuare a studiare o uscire a giocare all’aperto è un grande traguardo. “A Casa Oz è già realtà l’idea che la malattia non è una limitazione. Non può essere quella l’unica cosa che caratterizza la tua vita”, ha concluso.





© RIPRODUZIONE RISERVATA