Terremoto ai Campi Flegrei/ Iniziate le ricognizioni con i droni: da Bagnoli a Fuorigrotta

- Davide Giancristofaro Alberti

Terremoto ai Campi Flegrei: al via da ieri le verifiche con i droni nella zona della caldera, a cominciare da Bagnoli e Fuorigrotta. Ecco tutti i dettagli

campi iene 2024 640x300 Il servizio de Le Iene sul documentario sul terremoto ai Campi Flegrei

Come da programma sono scattate nella giornata di ieri le perlustrazioni della zona del Campi Flegrei, nell’ultimo anno interessata da continue scosse di terremoto, tramite i droni. Si è cominciato, come ricorda RaiNews, ieri mattina dal lungomare di Bagnoli, una delle zone maggiormente interessate dai movimenti tellurici continui, con alcuni dispositivi aerei radiocomandati che hanno preso il volo per controllare gli edifici.

Obiettivo, esaminare attentamente tramite registrazione di foto e video le facciate degli edifici, in particolare balconi, ballatoi, tetti e cornicioni, le parti che sono più esposte delle abitazioni e quindi più a rischio crollo in caso di scosse di terremoto, come appunto quelle che si stanno registrando ai Campi Flegrei. Di fatto se queste parti degli edifici, dette “cortine” degli immobili, si dovessero staccare, potrebbero creare non pochi problemi soprattutto durante un ipotetico scenario di evacuazione di massa, causa disastroso terremoto che ovviamente ci auguriamo non si possa verificare mai.

TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI: LE PAROLE DEI DUE ESPERTI SULLE RICOGNIZIONI

Le telecamere della Rai si sono recate in loco per osservare da vicino questa prima giornata di controllo, ed hanno intervistato Domenico Accardo, direttore del Centro servizi metereologici e tecnologici avanzati dell’Università Federico II di Napoli: “Noi abbiamo usato il drone per diversi motivi – ha spiegato ai microfoni della tv pubblica – innanzitutto perchè è veloce, e poi perchè è dotato di due camere, una nel visibile e una nell’infrarosso e quest’ultimo permette di rilevare meglio i difetti che non vediamo ad occhio nudo. Contiamo entro fine ottobre di mappare l’area principale della caldera”.

Così invece la dottoressa Veronica Vitiello, collega dell’università di Napoli, ricercatrice del Dicea del dipartimento ingegneria civile e ambientale. “Quello che stiamo monitorando in questo momento – racconta – sono i proprio rischi i distacchi di alcune parti delle facciate che sono più vulnerabili e quelli che e possono cadere sulle folle soprattutto durante una emergenza. Questi dati saranno forniti ai tre comuni che sono interessati dall’attività poi si capirà come le amministrazioni vorranno procedere in tal senso”.

TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI: UNA MAPPATURA COMPLETA ENTRO OTTOBRE 2024

Dopo le verifiche agli edifici di Bagnoli si passerà ad esaminare le facciate degli edifici di Fuorigrotta. Quindi spazio a Pozzuoli e Bacoli per un’area che sarà grande in tutto 14 chilometri. Obiettivo, come detto dallo stesso Accardo, riuscire ad avere una mappatura completa di tutti gli edifici nel giro di tre mesi circa, entro il prossimo ottobre 2024.

La speranza, ovviamente, è che le scosse di terremoto ai Campi Flegrei siano clementi e concedano tutto questo tempo senza far crollare nulla. Ricordiamo che attualmente sono diverse centinaia le famiglie che vivono nella zona dei Campi Flegrei e che sono state costrette a lasciare la propria abitazione dopo la violenta scossa di 4.4 gradi sulla scala Richter che i sismografi avevano registrato alla fine del mese di maggio.





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