Terza guerra mondiale, Usa-Iran/ Nuove sanzioni contro Teheran, Trump: “Soleimani…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Terza guerra mondiale Usa Iran: in arrivo altre sanzioni nei confronti di Teheran, come annunciato dai vertici statunitensi

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Rohani cerca nuovi alleati - La Presse

Nuove sanzioni da parte degli Usa nei confronti dell’Iran. Non è infatti ancora finita fra le due nazioni nemiche, nonostante Washington abbia deciso di non rispondere al fuoco dopo il bombardamento delle basi irachene. In base a quanto riferiscono nelle ultime ore tutti i principali quotidiani online, Donald Trump avrebbe pronte nuove sanzioni nei confronti di Teheran, che andranno a colpire otto dirigenti ritenuti responsabili i raid di quattro giorni fa, nonché alcuni settori dell’industria iraniana come quello tessile, quello manifatturiero, e infine, quello minerario, leggasi in particolare l’acciaio e l’alluminio. Le sanzioni americane riguarderanno non soltanto l’Iran ma anche le nazioni che cercheranno di acquistare dei semilavorati o delle materie prime da Teheran. Mike Pompeo, il segretario di Stato americano, ha fatto sapere che fra le personalità di spicco colpite vi saranno il segretario del Consiglio supremo di sicurezza iraniano Ali Shamkhani, e il comandante della milizia Basij Gholamreza Soleimani.

TERZA GUERRA MONDIALE USA IRAN, POMPEO: “TEHERAN VOLEVA UCCIDERE SOLDATI AMERICANI”

“Non c’è dubbio che l’Iran volesse uccidere soldati Usa”, ha aggiunto Pompeo, mentre Mnuchin, segretario al Tesoro, ha specificato: “Taglieremo miliardi di dollari di appoggio al governo iraniano e continueremo a rafforzare altre entità”. Nel frattempo il commander in chief è uscito nuovamente allo scoperto, ribadendo la “necessità” di eliminare il generale Soleimani: “il generale iraniano Soleimani – le parole del numero uno Usa – aveva nel mirino 4 ambasciate Usa”, aggiungendo che lo stesso non era l’unico obiettivo dei raid. In base a quanto emerso, infatti, il Pentagono ha tentato anche di colpire un altro alto dirigente militare iraniano nello Yemen, tale Abdul Reza Shahlai, finanziatore nonché uno dei leader delle forze d’elite Quds.



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