Tina Rispoli indagata per camorra/ Ma gip respinge arresto: “Indizi insufficienti”

- Silvana Palazzo

Tina Rispoli indagata per camorra ma niente arresto: gip ha respinto la richiesta perché “indizi sono insufficienti”. L’indagine è partita con la cattura del latitante Roberto Manganiello

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Tony Colombo e Tina Rispoli

Tina Rispoli è indagata per camorra, ma non è scattato l’arresto. La vedova del boss Gaetano Marino, salita alla ribalta per il secondo matrimonio trash con il cantante neomelodico Tony Colombo, risulta indagata per associazione camorristica. Lo riporta il Corriere della Sera, spiegando che la Dda ne aveva chiesto l’arresto, che però è stato rifiutato dal gip. I pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra le contestano di aver fatto parte dal 2011 al 2016 del clan in cui il primo marito era uno dei capi e di aver percepito una “quota sociale”. Di Tina Rispoli hanno parlato sia collaboratori di giustizia sia gli altri indagati che sono stati intercettati, stando a quanto emerso da un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Anna Tirone nei confronti di 10 persone, tra cui c’è Roberto Manganiello.

L’ordinanza è stata concessa però solo per reati di droga non aggravati, non per associazione camorristica. In un’intercettazione che risale al dicembre 2016 ci sono due indagati che fanno il nome della moglie di Tony Colombo. I due indagati spiegano che Tina Rispoli ha chiesto con insistenza denaro per comprare cesti regalo.

TINA RISPOLI, L’INDAGINE E I DUBBI DEL GIP

All’epoca era già nota la sua storia d’amore con Tony Colombo, che peraltro suscitava un certo sconcerto nel clan. «Io non voglio sapere niente di queste tarantelle perché poi sta lei con Tony Colombo? Non lo so chi è il fidanzato», dice uno degli indagati nell’intercettazione riportata dal Corriere della Sera. A replicare la compagna di Roberto Manganiello, cioè Maddalena Imperatore: «Gesù quelli si sono dichiarati, si baciano di quella maniera…». Per la Procura di Napoli la vedova di Gaetano Marino ha gestito i proventi del narcotraffico gestito dal clan dell’ex marito nelle Case Celesti. Ma per il gip non ci sono prove del ruolo nella gestione di quel tesoretto. Non ci sarebbe alcun riscontro in merito alle dichiarazioni del pentito Gianluca Giuliano, secondo cui Tina Rispoli era in possesso di case, beni, gioielli e terreni frutto dell’attività del boss a cui era legata. Anzi il gip mette in dubbio quelle dichiarazioni rese tardivamente.

L’indagine è partita con la cattura del latitante Roberto Manganiello, nipote dei boss Marino. Ma è stato richiesto l’arresto anche per Crescenzo Marino, nipote di Tina Rispoli, boss e fratello dell’ex marito. Molti gli arrestati, ma sono 22 le richieste di arresto rigettate, tra cui quelle di Tina Rispoli.

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