Tiziana Cantone, in USA aperta inchiesta per i video/ La madre “Qualcosa si muove”

Tiziana Cantone, in USA aperta inchiesta per i video: “Finalmente qualcosa si muove”. Le parole della mamma

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Tiziana Cantone

Importanti passi in avanti per quanto riguarda il caso di Tiziana Cantone, la ragazza che si era suicidata a settembre del 2016, dopo che il suo fidanzato aveva pubblicato su internet dei video di un rapporto sessuale fra di loro. Come riferisce l’edizione online de Il Giornale, la magistratura degli Stati Uniti ha avviato un’indagine in merito alla presenza dei suddetti filmati su alcuni siti pornografici, nonostante ne sia stata chiesta la cancellazione ormai da anni. Soddisfatta Maria Teresa Giglio, la mamma della ragazza, che intervistata dai microfoni dell’agenzia Adnkronos ha ammesso: “Finalmente qualcosa si è mosso a livello internazionale grazie alle leggi che ci sono negli Usa”. Diversa la situazione in Italia: “A tre anni dalla sua morte – prosegue Maria Teresa Giglio – è assurdo che in Italia nessuno faccia niente. Lo Stato non fa molto, hanno approvato la legge sul revenge porn che però è incompleta perché servono delle regole nuove, a cominciare da Facebook. Non possono più girarsi dall’altra parte dicendo che non hanno un obbligo di controllo preventivo”.

TIZIANA CANTONE, IN USA APERTA INCHIESTA PER I VIDEO

“Qui in Italia i politici non fanno niente per cambiare la situazione – ha ribadito la questione la donna – e i giudici archiviano sempre. Delusa dai 5 Stelle. Solo grazie ad un team statunitense di investigatori informatici sto riacquistando un po’ di speranza”. Oltre oceano, invece, un gruppo di esperti si occuperà di individuare i server che pubblicano i video illegali (fra cui alcuni cinesi), denunciando l’azienda che li nasconde “che ne garantisce l’anonimato ovvero fa in modo che i responsabili dei vari siti non vengano individuati”. Video, quelli ancora online, che oltre a sporcare la memoria di una ragazza che si è tolta la vita, vengono utilizzati anche per scopo economico, il che rende il tutto ancora più grave. “La mia battaglia non si fermerà mai – conclude la mamma di Tiziana Cantone – perché non è solo per Tiziana ma è per tutte le donne vittime del revenge porn, che è una violenza sia fisica che psicologica”.



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