Tre ragazzini suicidi a Milano: 2 morti, una gravissima/ “Giovani si sentono soli”

- Davide Giancristofaro Alberti

Tre ragazzi suicidi a Milano in poche ore: due sono morti dopo essersi gettati dalla finestra, una è invece gravissima in ospedale

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Dramma in provincia di Milano dove nel giro di poche ore due ragazzini si sono suicidati e uno è gravissimo dopo un tentativo di togliersi la vita. I tre episodi si sono verificati lunedì mattina, il primo alle ore 7:00 in quel di Bollate, noto comune alle porte di Milano, dove a perdere la vita è stata una ragazzina giovanissima, che si è buttata dal balcone del settimo piano dell’appartamento in cui la stessa viveva assieme ai suoi genitori.

Rapido l’intervento degli uomini del 118, ma per la giovane non c’è stato nulla da fare dopo un volo di circa 20 metri: si è trattato di un gesto volontario ricorda MilanoToday, anche se i motivi che hanno spinto la stessa a farla finita restano per ora oscuri. Attorno alle otto il dramma si è invece verificato in quel di Milano, in zona Cenisio, dove un’altra ragazzina, che avrebbe dovuto iniziare la seconda media, è caduta dalla finestra di casa. Dopo essere stata stabilizzata, i medici l’hanno ricoverata all’ospedale Niguarda in condizioni disperate, e al momento si trova in prognosi riservata in neurochirurgia. Un testimone avrebbe visto la ragazzina lanciarsi dalla finestra del quarto piano, e anche in questo caso si tratterebbe di un gesto volontario.

TRE RAGAZZINI SUICIDI A MILANO IN POCHE ORE: “DOPO LA PANDEMIA SI SENTONO ABBANDONATI”

Lunedì pomeriggio l’ultimo episodio, in zona Comasina, dove un altro giovane si gettato dal 12esimo piano del condominio in cui viveva, morendo sul colpo. Ascoltati a lungo i genitori, una coppia di stranieri, da parte delle forze dell’ordine, che parlano però a fatica l’italiano. Anche in questo caso sembrerebbe comunque trattarsi di un suicidio, anche se le motivazioni restano, anche in questo caso, oscure.

“Ragazzini e ragazzine di 14, 15, 16 anni. Ci raccontano difficoltà quotidiane ma anche problemi legati alla famiglia o al bullismo dei loro coetanei”, spiega Donatella Carli, presidente di Samaritans Onlu attiva dal 1980 nella prevenzione dei suicidi. A complicare la situazione, la pandemia e il lockdown: “Dopo i lunghi mesi passati a fare la didattica a distanza (dad), molti ragazzi hanno manifestato di sentirsi soli e abbandonati”, e per questo sono molti coloro che hanno espresso “il desiderio di tornare a scuola. Questo nonostante tutti i problemi che dalle relazioni a scuola possono generarsi”.



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