Tremonti: “Cartabia non ricatti con il Recovery”/ “Piano Marshall? Mi ricorda Stalin”

- Niccolò Magnani

Giulio Tremonti giudica il Recovery Plan irrealizzabile e “sottomesso” a Francia e Germania: “Piano Marshall? Mi ricorda piani Stalin. Cartabia non ricatti con il PNRR”

Giulio Tremonti
Giulio Tremonti, l'ex Ministro dell'Economia (LaPresse)

Con un duro attacco alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia, Giulio Tremonti torna a commentare l’attualità della politica economica tanto nazionale quanto europea, in particolare sul Recovery Plan presentato poche settimane fa dal Governo Draghi: l’ex Ministro dell’Economia dell’ultimo Governo Berlusconi spiega a “La Verità” che non solo l’Italia potrebbe rimanere ancora una volta “superata” dall’asse franco-tedesco in Europa, ma anche il testo stesso del PNRR presentato a Bruxelles non sembra immune da critiche.

«Nella sostanza è un piano quinquennale. Copyright Stalin. Che però non si sognava di scrivere che i risultati economici dipendono dall’azione del Soviet. I risultati ottenuti erano il frutto degli eroici sforzi della classe operaia. Se qualcosa andava storto, la colpa era del maltempo. C’era meno retorica»: per Tremonti il piano italiano è ricco di propaganda filo-Ue, con il Governo «al centro di tutto» e con il Parlamento «svuotato da ogni potere». Insomma, migliorato dal testo iniziale di Conte ma neanche tanto: anche la crescita finale, dopo paginate di riforme enormi e difficili da raggiungere nel breve tempo, è relegata solo al +1,4%, «Delle due l’una: se la previsione è realistica, allora è il piano è surrealistico».

TREMONTI E IL RECOVERY (FORSE) IRREALIZZABILE

Ma è sulle dichiarazioni della Ministra Cartabia che si concentra la più dura critica al Governo Draghi mossa dall’ex Ministro Tremonti: «Il Guardasigilli della Repubblica non può dichiarare che “senza riforma della giustizia non avremo i soldi del Recovery fund”. Primo: i soldi del Recovery non sono soldi europei, ma debito nostro. E poi queste sono inaccettabili dichiarazioni di sottomissione che inducono a odiare l’Europa. Non è questione di sovranismo. Ma di sovranità. L’Europa è una comunità di stati sovrani». Secondo Giulio Tremonti il Recovery Plan è difficilmente realizzabile, ma non per pessimismo o catastrofismo di una critica per forza feroce: secondo l’economista, il vero rischio è l’habitat giuridico in cui si muoverà il PNRR, «Infestato da burocrazia paralizzante in parte prodotta dall’eccesso di legislazione. E qui la responsabilità è della politica. Lo dico sempre ai miei collaboratori. Estrai a sorte un ministro e un articolo dell’ultimo decreto legge pubblicato in Gazzetta. Fattelo spiegare dal malcapitato esponente del governo. Non ci riuscirà. Perché mai quella norma dovrebbe comprenderla una partita Iva?».



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