Tremonti/ “Quirinale? Prima si vada a votare perchè questo parlamento è crollato”

- Davide Giancristofaro Alberti

Le dichiarazioni dell’ex ministro del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, ospite in collegamento ieri sera con il programma di Rete 4, Stasera Italia News

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Tremonti a Stasera Italia News

L’ex ministro dell’economia del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, ha parlato ieri in diretta televisiva su Rete 4, ospite di Stasera Italia News: “Un mese fa è stato detto che era questione di vita o di morte – ha esordito l’economista – nel resto del mondo vi sono 3 o 4 miliardi che non sono vaccinati e la catena delle varianti è appena cominciata, e non è affatto certo che i vaccini ci garantiscono su quello che arriva dall’esterno”. Secondo Tremonti bisognava muoversi con maggiore celerità: “Non basta parlare, il governo deve fare. Il decreto legge entrerà in vigore fra un mese, si perde tempo, bisogna fare tutto subito, entrerà in vigore dopo le elezioni politiche, forse non è la via giusta”.

Il governo Draghi sembra occuparsi solo di covid? “La pandemia ha modificato la realtà politica italiana – ha risposto Tremonti – ma questa era già stata collassata prima, il dibattito sulla fiducia o meno al governo Conte, poi la nomina di un nuovo governo… La politica italiana è collassata da due o tre anni. La gestione della pandemia non è stata male ma con tutti i limiti di questo sistema. Si è detto che la politica di ora è uguale all’unità di De Gasperi e Togliatti ma non è vero, loro erano politica pura e la realtà fu risolta a favore del primo con i suoi principi ma anche con il piano Marshall. Bisogna essere chiari, prima si vota e meglio è. Per esempio siamo sicuri che il debito pubblico era così drammaticamente sballato? Le faccio un esempio. Arriva la lettera della BCE e della Banca d’Italia al governo Berlusconi che ci chiede di modificare la costituzione per introdurre l’austerity. Poi arriva la pandemia e arriva il piano di rinascita, ma non è nella nostra costituzione, che prevede invece l’austerità”.

TREMONTI: “L’EUROPA NON PUO’ INTERVENIRE SULLE TASSE DIRETTE DEI PAESI”

“I padri dell’Europa del ’57 – ha continuato Tremonti parlando del possibile ‘aumento’ delle tasse paventato da molti – anno detto che le imposte indirette sono comunitarie, quelle dirette sono della sovranità di ogni singolo stato, ma senza eccessi. Si parla di seconde case, ma in un paese come l’Italia dove ci sono state molte migrazioni dal sud al nord, la seconda è la prima. Un conto è avere la seconda casa a St. Moritz un conto è averla al paese nel sud o sull’appennino”.

Le tasse devono riflettere la storia italiana e non perchè in Europa pensano così. Credo che non sia l’idea giusta di Europa. E’ evidente che finita la fase della stampa del denaro dal nullo, e quanto ne è stato stampato via BCE negli ultimi dieci anni, è evidente che prima o poi non è improbabile che tornino ad occuparsi dell’Italia come è stato ad esempio con la famosa lettera del 2011”. Sul Quirinale infine Tremonti ha le idee chiare: “Bisognerebbe votare prima di eleggere il prossimo presidente. Questo parlamento è crollato, e dovrebbe eleggere il presidente”.

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