TRUMP, E’ GUERRA A TWITTER/ Revocata immunità legale per i social, ecco cosa cambia

- Fabio Belli

Trump, è guerra a Twitter. Revocata immunità legale per i social, ecco cosa cambia. La misura intrapresa dopo le polemiche per le fake news sul web.

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Donald Trump mostra un grafico con i test fatti sul Covid-19 (LaPresse)

E’ ormai guerra tra il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Twitter, ma in generale Trump in vista delle elezioni Usa 2020, in cui cerca la riconferma alla Casa Bianca contro un Joe Biden in difficoltà dopo le ultime gaffe, sembra aver messo nel mirino i social media in generale. E’ notizia delle ultime ore infatti che Trump ha firmato quello che è stato definito “ordine esecutivo sui social media“. Lo ha reso noto ufficialmente la Casa Bianca. Il presidente ha spiegato che con questo suo provvedimento i social media non avranno più immunità legale contro eventuali cause per i contenuti delle loro piattaforme. Una contromisura in teoria pesantissima, visto che a livello legale i social media finora non erano responsabili del contenuto postato, ma lo erano gli utenti dei vari profili. Col provvedimento di Trump, se venissero postati contenuti offensivi o illegali, i social network avrebbero la loro parte di responsabilità oltre a quella degli utenti che hanno effettivamente postato, alla stregua di quanto accade col direttore responsabile di un quotidiano quando viene querelato un suo giornalista.

TRUMP-SOCIAL, TENSIONE ALLE STELLE

Tensione alle stelle dunque fra Trump e le piattaforme social da quando Twitter aveva segnalato un contenuto postato dall’account ufficiale del Presidente, in cui Trump aveva parlato di rischio-truffa per il voto per posta previsto per le presidenziali 2020. Contenuto fuorviante secondo Twitter perché basato su congetture e non su fatti reali: negli Usa di fatto il voto via posta è perfettamente legale e considerato sicuro e inalterabile. E il CEO di Twitter, Jack Dorsey, aveva risposto alle intimidazioni di Trump spiegando come la politica della piattaforma sarebbe rimasta la stessa: “Twitter continuerà a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale, e ammetterà tutti gli errori che commette non perché arbitro della verità ma per collegare i punti delle dichiarazioni contrastanti e mostrare le informazioni controverse in modo che le persone possano giudicare da sole“. Ma il nuovo documento di Trump rischia ora di scatenare una vera guerra tra il potere politico e quello mediatico americano.

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