U2 40 ANNI FA “OCTOBER”/ Il dilemma tra fede e rock di Bono & compagni

- Paolo Vites

Quarant’anni fa usciva il secondo disco degli U2, October, per colpa del quale il gruppo irlandese quasi cessò di esistere

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Gli U2 nel 1981

Che ci azzeccano tre ragazzi dell’oratorio con la musica punk? In teoria assolutamente nulla, tanto che dopo aver pubblicato il loro secondo disco  pensarono di abbandonare il mondo della musica senza neanche fare l’obbligatorio tour promozionale che si fa quando si pubblica un disco. Fu il loro manager Paul McGuinness a farli cambiare idea: “Se Dio avesse avuto qualcosa da dire su questo tour, avrebbe dovuto alzare la mano un po’ prima”. Uno di loro, il quarto, era poi ateo convinto.

E’ così che, accettando il fatto che Dio non aveva nulla da ridire, quei quattro ragazzi di Dublino sarebbero diventati il gruppo rock più popolare e di successo degli anni 80 e 90. Si chiamavano U2 (nel senso di “anche tu” ma anche di un famoso aereo spia americano, il Lockheed u-2, che sorvolava Unione sovietica e paesi comunisti europei e rappresentava bene il clima di guerra fredda che si viveva in quegli anni) e loro erano Paul David Hewson, in arte Bono  (cantante ), David Howell Evans soprannominato The Edge  (chitarrista ), Adam Clayton  (bassista ) e Larry Mullen Jr.  (batterista ). October, il loro secondo album, usciva il 12 ottobre di 40 anni fa.

Non fu facile però soprattutto per Bono, Larry e The Edge fare il passo decisivo verso la musica rock. I due, sin dagli anni del liceo erano entrati a far parte di un gruppo cattolico chiamato Shaom, che viveva la fede cercando di riconnettersi al cristianesimo originario, vivendo  praticamente per strada. Bono, Mullen e Edge però finirono per lasciare quella comunità. “Mi resi conto che erano cazzate, che ciò a cui queste persone si stavano avvicinando… era la negazione, piuttosto che la resa volontaria”, dirà Bono a un intervistatore.

“Abbiamo vissuto una crisi di fede nella nostra band a proposito della sua utilità – racconterà ancora Bono – in quel momento ci siamo guardati intorno e ci siamo detti ‘Questo mondo sta andando completamente a rotoli e così anche noi’. È finita. Come può una rock band avere un ruolo nel tentare di sistemare le cose? ”.

Se si osserva attentamente il contenuto dei brani del disco infatti (ma anche molti brani dei successivi almeno fino a un certo punto) “non esiste traccia all’interno dell’album che non contenga un riferimento biblico, ed è grazie anche a questa unità tematica e ad un suono che diventa sempre più caratterizzante che October riuscirà a non cadere mai nel dimenticatoio” scrive la giornalista Lejila Cassia

In Gloria, Bono canta anche alcuni versi in latino (Gloria, in te domine, Gloria, exultate, Gloria, gloria), la lingua della Chiesa cattolica, ed è una canzone esplicitamente ispirata ai salmi di Davide, un inno a Dio. Salmi che ispireranno sempre il cantante, tanto da scrivere, nel 1999, una introduzione a una nuova versione del Libro dei Salmi in cui definisce Davide l’Elvis Presley della Bibbia.

Rejoice, è invece ispirata dal libro di Abacuc, il profeta disilluso e tormentato che riesce a ritrovare il suo Dio. “In ognuno dei suoi passaggi October esprime una combinazione unica di fede e inquietudine, esaltazione e disperazione, un lavoro troppo spirituale per il rock ma poco confacente ai dettami della chiesa” (Lejila Cassia). I Threw A Brick Through A Window è il racconto di una lite violentissima tra Bono e suo fratello Norman, che nell’immaginazione del cantante diventano Caino e Abele. With a Shout (Jerusalem) è il desiderio forte di tornare a Gerusalemme, ai piedi di quella collina dove Gesù diede la vita (“Voglio andare, ai piedi del monte Sion Ai piedi di Colui che mi ha fatto vedere Al lato di una collina dove eravamo ancora Eravamo pieni di un amore E ci saremo di nuovo”).

Lo stesso Bono commenterà: “Riuscite a immaginare un intero disco, soprattutto il secondo che per un gruppo è sempre il più difficile da fare, interamente dedicato a Dio?”.

Con il passare degli anni, la rottura con la religione organizzata diventerà inevitabile. Gli U2 e in particolare Bono prenderanno parte a battaglie civili come l’uso del preservativo, l’aborto, il divorzio. Ma è stata una rottura traumatica, soprattutto quella tra decidere di appartenere a una rock band piuttosto che a una chiesa. One, ad esempio, una delle loro più belle ballate, parla delle sfida provocata dall’unirti ai tuoi amici piuttosto che cercare di trovare Dio da solo, mentre l’inno gospel I still haven’t found what I’m looking for è ovviamente il grido di chi sta ancora cercando Dio.

Anche brani apparentemente ambigui come With or without you, considerata dai più una canzone d’amore, non è dedicata a un partner romantico (la frase sul vedere “la torsione della spina nel tuo fianco” dovrebbe essere un regalo); la canzone parla di come le intense esigenze della fede siano sia intollerabili che inestimabili (“Non posso vivere / Con o senza di te”).

Perdendo sempre di più questa contraddizione, questa lotta tra la carne e lo spirito, gli U2 hanno perso anche valore e forza musicale, adattandosi a diventare un banale gruppo come migliaia di altri. Ma October suona ancora come un forte disco rock, con un linguaggio sia musicale che lirico di rottura. Avrebbe spalancato le porte degli anni 80 con un brutale calcio, con l’energia e l’innocenza che solo la gioventù sanno offrire. Dall’Irlanda, solitamente considerata terra di periferia dell’impero rock che aveva sempre avuto la sua sede a Londra, stava giungendo una rivoluzione e una dichiarazione di indipendenza che nessuno si aspettava. Soprattutto gli inglesi.

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