Uccide compagna a Rimini, figlia ferita: “Papa era pazzo”/ “Mai visto così prima”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’intervista di Beatriz, la figlia dell’uomo peruviano che pochi giorni fa ha ucciso la propria compagna, ferendo la stessa figlia

carabinieri 3 lapresse1280 640x300
LaPresse

E’ di pochi giorni fa l’omicidio di Rimini, dove un uomo di origini peruviane ha colpito la propria compagna a coltellate, ferendo la figlia di 13 anni che stava cercando di difendere la vittima. Si chiama Beatriz Aldan, e non ci ha pensato due volte a fermare la furia omicida del padre, che in mano aveva un coltello da cucina da 40 centimetri, per difendere Noelia Rodriguez, la fidanzata del papà: «Sono dolorante – racconta oggi al quotidiano La Stampa – i tagli mi fanno male. Ma dentro non riesco a sentire niente. Nessun sentimento, ho come un vuoto. Non riesco a credere che mio padre sia un assassino, un maledetto». Quindi ha raccontato quei momenti: «Mio padre era fuori di sé, come un pazzo. Non l’ho mai visto in quelle condizioni. Ha chiesto a Noelia di venire e poi l’ha accoltellata. Ho cercato di fermarlo, ma ha colpito anche me. Lei è morta così. Mio padre non ha mai avuto comportamenti del genere – aggiunge – di questo sono abbastanza sicura».

Beatriz racconta di come Noelia avesse pensato di lasciare il padre: «Noelia di recente aveva cercato di rompere. Gliel’aveva detto diverse volte. Non so quali fossero le sue ragioni, ma per mio padre, Noelia era diventata un’ossessione. Parlava di lei sia con me, che con mia cugina Nataly». E dopo averla uccisa, cos’ha fatto suo padre? «Mi ha detto solo: “Ecco, è finita”. E io gli ho gridato: “Ma papà, cos’ hai fatto? L’hai ammazzata?”, ma lui non mi ha più risposto. È semplicemente uscito ed è andato nell’altra stanza. Sono rimasta fuori dall’appartamento finché non sono arrivati i soccorsi”.

RIMINI, FIGLIA FERITA DAL PADRE OMICIDIA: “NON MI HA RISPOSTO”

“Mi hanno portata in ospedale – ha proseguito la figlia dell’omicida di Rimini – dove mi hanno curato, e poi mi hanno accompagnato in Questura per testimoniare. Sentir chiamare assassino mio padre mi fa stare male».

E per Beatriz si prospettano mesi difficili, con il padre in carcere, la madre in Perù ma che non può raggiungere, visto che rischierebbe di fare la fine della sua ‘matrigna’: «Non posso tornare in Perù. Sono scappata dal Perù perché lì il mio ex fidanzato farebbe la stessa cosa con me. Sì. Mi ha minacciato di morte molte volte perché mi sono voluta separare. Nella valigia con cui sono venuta in Italia ho portato con me tutte le prove di queste cose che mi diceva. No, resterò in Italia». E del suo rapporto con il padre cosa ne sarà? «Adesso non lo so. Non sento niente, non riesco a sentire niente».







© RIPRODUZIONE RISERVATA