Vaccini, Locatelli: “quarta dose? Non si esclude”/ “Non sappiamo durata protezione”

- Niccolò Magnani

Per Locatelli non è da escludersi una quarta dose di vaccino anti-Covid nei prossimi mesi: “non sappiamo la durata della protezione con la terza”. Il commento su Omicron e vaccini bimbi

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Franco Locatelli, coordinatore Cts (LaPresse, 2021)

Dal 23 dicembre, qualora arrivasse a breve il via libera dell’AIFA (atteso in settimana) si potrà cominciare con le vaccinazioni ai bambini 5-12 anni: l’annuncio è stato dato dal coordinatore del Cts nonché Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, professor Franco Locatelli.

Intervistato da Sky Tg24 il principale consulente scientifico del Governo Draghi riflette sull’evoluzione della lotta alla pandemia da Covid-19, toccando tutte i principali “temi caldi” del momento: variante Omicron, vaccini bimbi, quarta dose e restrizioni in vista del Natale. «Non abbiamo deciso troppo in fretta sui vaccini agli under-12», si difende il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, pediatra tra i più autorevoli a livello nazionale: «Le iniezioni dovrebbero iniziare il 23 dicembre, poi magari sarà qualche giorno prima o qualche giorno dopo». Il perché lo spiega sempre Locatelli, dato che per quella data saranno disponibili le formulazioni pediatriche specifiche, «in quanto la dose per la fascia di età 5-11 anni è di un terzo, 10 microgrammi, rispetto alla dose per l’adulto. Si è proprio voluto evitare il prelievo dalle fiale degli adulti, perché avrebbe creato situazioni in qualche modo aleatorie, per questo si è preferito aspettare la disponibilità di formulazioni pediatriche».

LOCATELLI SUL VARIANTE OMICRON E QUARTA DOSE

Inevitabile per il professor Locatelli non affrontare il vero “spauracchio” del momento, quella variante proveniente dal Sud Africa che ha fatto parlare l’Oms di potenziale «allarme su scala mondiale», con rischi di «gravi conseguenze». La verità – che non dice solo il coordinatore Cts – è che al momento non si hanno elementi sufficienti per capire di cosa realmente si sta parlando con la variante Omicron: «tutto ci fa ipotizzare che sia più contagiosa. Dobbiamo capire se ci sia una maggiore patogenicità, ma sembrerebbe di no, anche se la popolazione del Sudafrica è più giovane rispetto a quella italiana. Quindi va valutato accuratamente con studi rigorosi». Certo, la terza dose e in generale la vaccinazione anche contro la Omicron occorre eccome secondo Locatelli: sottolinea ancora a Sky Tg24 come al momento «i vaccinati sono protetti. Ad oggi nessuna variante si è dimostrata resistente all’effetto dei vaccini». Non solo, la terza dose occorre insistere nel convincere il più possibile tutti a farla: «Da somministrarsi completati i cinque mesi dalla somministrazione serve sia per ripristinare il massimo dell’efficacia della protezione immunologica conferita dal vaccino, ma anche per ridurre la circolazione virale. In questo senso paradigmatico è il caso di Israele, dove con la somministrazione della dose booster hanno riportato largamente sotto controllo il numero di nuovi casi». Dalla terza ad una eventuale quarta dose, Locatelli non lo esclude affatto e ammette «La risposta onesta è che non si può escludere. Non sappiamo – conclude – quale sarà la protezione conferita dalla terza dose. Per analogie con pregressi vaccini la terza dose genera una risposta di memoria più efficace ma da qui a dire che ci conferirà una protezione che dura per anni ce ne corre». Ad oggi non si può dire quando e se si dovrà somministrare e su questo – come sul resto della battaglia contro il Covid-19 – «la scienza deve  basarsi sulle evidenze che progressivamente si accumulano».



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