Vaccini, mercato nero con fiale usate/ “Non compratele, non si sa cosa contengano”

- Alessandro Nidi

Vaccini, il mercato nero si basa sul recupero delle fiale originali vuote e successivamente riempite (ma con cosa?): il pericolo corre sul web

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Vaccini anti-Covid di Pfizer-BionTech (LaPresse)

Che esista un mercato nero dei vaccini è cosa purtroppo nota da alcune settimane, ma il servizio trasmesso dal programma di Rai 3 “Agorà” nella mattinata di oggi, mercoledì 5 maggio 2021, evidenzia come questa piaga possa essere anche considerata fonte di pericolo per la salute delle persone alle quali viene somministrato il contenuto dei sieri venduti online, in quanto non si sa assolutamente che cosa contengano le fiale. Come spiegato da Pierluigi Paganini, rappresentante dell’agenzia di sicurezza europea ENISA, “è da diversi mesi che riscontriamo la presenza di offerte sui principali mercati neri di vaccini della quasi totalità delle case produttrici ed è un fenomeno che sta progredendo all’aumentare del ritmo della campagna vaccinale”.

Acquistare un siero anti-Covid su questi portali è una follia da non prendere neppure minimamente in considerazione, dal momento che “non vi è alcuna garanzia su cosa si stia inoculando al paziente e sulla catena del freddo, sul mantenimento dei principi necessari affinché il prodotto non deperisca. In alcuni Stati, con particolare riferimento agli USA, è addirittura considerato reato mettersi in contatto con gruppi che possono cercare di vendere questi vaccini ai privati”.

VACCINI, IL MERCATO NERO SI BASA SULLE FIALE VUOTE

Il mercato nero dei vaccini si basa soprattutto sul recupero delle fiale originali utilizzate dagli hub vaccinali e dai medici di famiglia, anche se, teoricamente, le contromisure in tal senso non mancano: come spiegano dal Lazio, esiste un registro di tracciabilità delle fiale. Appena una di esse viene utilizzata e portata a temperatura ambiente, la sua etichetta viene rimossa e attaccata su un apposito registro, mentre sul boccettino vuoto viene posta un’altra etichetta, che indica il numero progressivo di quel giorno. Dopodiché, le fiale vuote vengono inserite temporaneamente all’interno di un contenitore interno, che ci deve consentire l’eventuale riconteggio, poi, a fine giornata, finiscono tra i rifiuti speciali e vengono mandate all’inceneritore. E per i medici di base, come funziona? Il dottor Francesco Buono ad “Agorà” ha spiegato quanto segue: “Riporto personalmente le fiale al centro vaccinale da cui le ho prelevate. Lì l’etichetta viene attaccata su un foglio e poi ne ricevo altrettante da somministrare”.



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