PIANO VACCINI, DRAGHI INCONTRA FIGLIUOLO E CURCIO/ Riunione dopo vertice con Regioni

- Niccolò Magnani

Piano vaccini, dopo vertice tra Regioni e Governo (Speranza e Gelmini) con Curcio e generale Figliuolo, il premier Draghi incontra gli ultimi due per avere dati su campagna vaccinale

Consiglio Ue, Draghi
Premier Mario Draghi in collegamento con il Consiglio Ue (LaPresse)

L’accelerazione della campagna vaccinale è una priorità per il presidente del Consiglio Mario Draghi. Per questo si è tenuto oggi un vertice di Governo con le Regioni, a cui hanno partecipato anche il generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha il compito di velocizzarla, e il nuovo capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Anche l’ex commissario Domenico Arcuri si è collegato per un breve saluto in videoconferenza. Il manager ha detto che ricorderà quest’anno e parlato del passaggio di consegne, augurando buon lavoro al successore Francesco Figliuolo.

A tal proposito, il premier li ha incontrati a Palazzo Chigi. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il commissario per l’emergenza e il capo Dipartimento avrebbero fornito a Mario Draghi una serie di dati sull’andamento della campagna vaccinale e fatto il punto della situazione sulla piattaforma digitale che monitora in tempo reale le somministrazioni di vaccino anti Covid. (agg. di Silvana Palazzo)

BONACCINI “DEFINIRE CATEGORIE DA IMMUNIZZARE PRIMA”

Giungono aggiornamenti circa il confronto tra il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 in Italia, e le Regioni. Stefano Bonaccini, come riporta Adnkronos, al termine del confronto ha dichiarato: “Ora il governo Draghi stabilisca le fasce d’età e le categorie da immunizzare prima. È compito specifico e urgente dello Stato indicare quali siano le fasce di popolazione o le categorie che vanno vaccinate prioritariamente. Occorre creare condizioni di semplificazione e di estrema chiarezza sulle categorie, anche in relazione alle modalità che caratterizzano la somministrazione dei diversi vaccini, dal range anagrafico per la somministrazione di alcuni ai tempi differenti fra prima e seconda dose per altri”.

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha sottolineato altresì che “permane l’esigenza di una maggiore certezza sulle forniture, così come ribadiamo l’invito all’Esecutivo affinché siano percorse tutte le strade per autorizzare nuovi vaccini da affiancare a quelli già utilizzati. L’Italia è nel mezzo della terza ondata: va profuso ogni sforzo possibile per potenziare la campagna vaccinale. Le Regioni sono pronte a fare la loro parte, non c’è tempo da perdere”. Infine, deve essere compiuto ogni sforzo per arrivare rapidamente alle autorizzazioni di nuovi vaccini e alla possibilità della produzione di quelli esistenti anche da parte della filiera farmaceutica italiana. “L’obiettivo comune – conclude Bonaccini – è di raggiungere entro l’estate una quota di diversi milioni di cittadini vaccinati”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

“ISTITUIRE UN FONDO DI SOLIDARIETÀ”

«Va istituito un fondo di solidarietà per la campagna vaccinale, in cui si potrebbe accantonare l’1-2% da ciascuna consegna per la creazione di riserve da utilizzare con strategia reattiva nelle zone in cui il virus si propaga con maggiore forza e rapidità anche a causa delle varianti», così ha spiegato il Ministro della Salute Roberto Speranza in video collegamento con le Regioni, illustrando il progetto del fondo di solidarietà messo a punto dal generale Figliuolo come scorta per le Regioni in difficoltà. Con oggi si arriverà a 5 milioni di vaccinati in tutto il Paese, ancora troppo poco per poter considerare la partita prossima alla “conclusione”: nel corso delle riunione è stata illustrata dal Ministro della Salute e dalla Ministra Gelmini la richiesta di estendere l’utilizzo di AstraZeneca anche per gli over 65. Ha preso poi parola il nuovo commissario all’emergenza spiegando che in Italia il problema non sarà tanto l’arrivo delle dosi ma “l’ultimo miglio sul territorio” e la gestione dei punti di somministrazione. «Usare ogni sito possibile per la campagna di vaccinazione contro il coronavirus», avrebbe detto il generale Figliuolo secondo quanto riportato dall’Adnkronos, citando i luoghi della Protezione Civile, gli asset dell’Esercito, le farmacie, le aziende e anche i medici di base. «Sono d’accordo sulla necessità di conservare scorte di vaccino per eventuali urgenze o necessità», avrebbe detto ancora, «Se ci sono Regioni che hanno difficoltà dobbiamo intervenire». La Gelmini ha invece intimato le Regioni sul tema della disabilità, «Dobbiamo in questa fase rivolgere un’attenzione particolare a tutti quei nostri connazionali che vivono una situazione di disabilità e dobbiamo proteggerli, insieme alle loro famiglie, che hanno pagato un prezzo durissimo ai lockdown. Dobbiamo proteggere gli operatori per esempio delle case famiglia che accolgono persone con disabilità e si prendono cura di queste persone. Abbiamo il dovere morale di mettere in sicurezza quanto prima questi nostri concittadini».

VERTICE REGIONI-GOVERNO-FIGLIUOLO-CURCIO

È convocato in giornata il vertice tra i rappresentanti delle Regioni, il Ministro della Salute Roberto Speranza, la Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e i nuovi responsabili del piano vaccini scelti personalmente dal Premier Draghi: il nuovo Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il neo-commissario all’emergenza generale Francesco Paolo Figliuolo. «L’auspicio di tutti – ha sottolineato il Presidente della Conferenza Regioni Stefano Bonacciniè una svolta nelle forniture», dopo la lunga fase di rilento nella vaccinazione vista tra fine dicembre e inizio marzo.

Mentre a livello europeo è il Presidente Draghi a muoversi in prima persona facendo pressione sulla Commissione Europea e le Big Pharma (di ieri il “blocco” posto dal Governo italiano al carico di 250mila dosi AstraZeneca diretto in Australia) – e mentre il Ministro del MISE Giorgetti punta sulla produzione del vaccino in Italia con le aziende nostrane – sul piano pratico nel Paese è la “triplice intesa“ a Palazzo Chigi tra il Sottosegretario alla Sicurezza Nazionale Gabrielli, Curcio e Figliuolo che tenta di rivoluzionare e aggiornare il complesso piano vaccini. La riunione di oggi serve per un primo confronto utile a individuare soluzioni rapide per ottimizzare e rendere più efficaci distribuzione e somministrazione dei vaccini: si tenterà di uniformare i vari sistemi individuati dalle regioni ma anche mettere sul tavolo possibili soluzioni. «Serve una cornice nazionale, occorre un potenziamento della logistica e servono soprattutto regole chiare. Domani (oggi, ndr) inizieremo questo percorso. Per cambiare passo c’è bisogno dell’impegno di tutti», ha spiegato su Facebook la Ministra Gelmini in merito al cambio di passo da operare sul piano vaccini.

PIANO VACCINI DEL GOVERNO: ECCO COSA CAMBIERÀ

Si va dall’utilizzo dei drive through dell’Esercito Italiano all’operatività piena dei 300mila volontari della Protezione Civile, passando per il coinvolgimento di farmacie, medici di base e da ieri anche dei medici aziendali per poter porre il numero massimo vaccinazioni nel minor tempo possibile. Non solo, il commissario Figliuolo e la Ministra Gelmini ribadiranno alle Regioni la necessità di accelerare le somministrazioni dei vaccini AstraZeneca in vista del via libera ormai probabile del “modello inglese” di una dose sola somministrata per aumentare già da subito l’immunizzazione della popolazione. «C’è stata troppa confusione nelle Regioni, che sono state lasciate spesso da sole sul piano vaccini. È indispensabile ora definire un ordine di precedenza nelle vaccinazioni. Ci dev’essere una regola nazionale», ha spiegato ieri a Rtl 102.5 la Ministra di Forza Italia, aggiungendo subito dopo «Se vogliamo accelerare occorre puntare su tutti i centri, e possiamo farlo. La volontà dell’esecutivo è quella di rispettare i sistemi sanitari regionali ma pensando ad una flessibilità dentro delle regole nazionali».

Come ha ben illustrato ieri al Messaggero il generale Portolano, comandante del Coi e stretto collaboratore di Figliuolo, il piano verterà verso quella vaccinazione “porta a porta” che tanto bene è stata svolta in Israele e in Regno Unito: «Potremmo anche supportare l’attività di vaccinazione nelle scuole, negli uffici, e dove sarà necessario su tutto il territorio nazionale, compatibilmente con le risorse disponibili. Nello stesso tempo siamo e continueremo a essere impegnati nella ricezione, lo stoccaggio, la conservazione e la distribuzione dei vaccini nell’hub centrale di Pratica di Mare».

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