Vaccino Oxford-Pomezia: al via sperimentazione sull’uomo/ Ma restano incerti i tempi

- Davide Giancristofaro Alberti

Il Vaccino Oxford-Pomezia entra nella Fase 3, quella prima della produzione, ma sui tempi regna l’incertezza, e c’è chi è convinto che alla fine la cura non arriverà mai…

vaccino coronavirus
La ricerca anti Coronavirus (LaPresse)

Giungono risposte positive dal vaccino sviluppato in collaborazione fra la prestigiosa università di Oxford, e un’azienda di Pomezia, l’AstraZeneca, ma sulle tempistiche gli scienziati e i medici al lavoro non si sbilancio. Lo si evince da un articolo pubblicato nelle ultime ore dall’agenzia Reuters, secondo cui appunto le risposte fornite dagli studi sul vaccino sarebbero importanti, anche se non è ancora facile stabilire quando la “cura” sarà definitivamente pronta. Sarah Gilbert, professoressa di vaccinologia presso l’ateneo di cui sopra, ha spiegato che attualmente sono stati arruolati 8.000 volontari per la Fase 3, quella della sperimentazione sull’uomo. “Siamo molto felici, la risposta immunitaria è quella giusta e fornirà protezione”. Come appena anticipato, il vaccino di Oxford è entrato nella fase 3 che è appunto quella tipicamente della sperimentazione sull’uomo, e si stanno testando persone di età superiore ai 18 anni per capire la sua efficacia o meno contro il covid-19. Obiettivo, arrivare il prima possibile al prodotto finale, in quanto sono molti gli scienziati e gli addetti ai lavori che temono l’arrivo di una seconda ondata in autunno, forse ancora peggiore rispetto a quella dello scorso inverno.

VACCINO OXFORD-POMEZIA, BELL: “PREPARIAMOCI AL PEGGIO”

Kate Bingham, presidente della Task force sui vaccini del governo britannico, ha spiegato che, al di fuori del progetto Oxford, sperava di avere il vaccino per l’inizio del 2021, e simili sono state le parole della Gilbert, che aveva sperato in tempi più celeri per la realizzazione. Ben più pessimistico è stato invece John Bell, professore di medicina Regius all’Università di Oxford, secondo cui la Gran Bretagna dovrebbe iniziare a prepararsi a non avere un vaccino contro il covid per il prossimo inverno, invogliando quindi la popolazione a vaccinarsi contro l’influenza, per evitare che gli ospedali tornino a sovraffollarsi come capitato durante l’ondata degli scorsi mesi. “Questa epidemia ha fatto troppo affidamento su ipotesi che si sono rivelate false, quindi il mio consiglio è di prepararsi al peggio”.

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