Valerio Virzo & Enzo Amazio “Superquintet”/ Un “tocco” di jazz in più

- Luigi Viva

Un super gruppo affiatato con un disco che propone molto bel jazz con uno sguardo agli anni 80

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Il cd del gruppo

I due leader Valerio Virzo (sax tenore, synth) e Enzo Amazio (Chitarre, synth) firmano gli otto brani del disco. Completano il quintetto: Gianni Pepe piano e tastiere, Aldo Capasso basso elettrico e contrabbasso, Marco Fazzari alla batteria. La musica proposta spazia da atmosfere funky, alle contaminazioni del jazz anni 80 (Steps Ahead).

L’album è aperto da Big John (Virzo), esempio di quel jazz “puro e semplice” richiamato dalle note di copertina, caratterizzato dal fluido solo della elettrica di Amazio.

In Evo (Amazio), ballad malinconica ed evocativa, il lirico sax di Valerio Virzo, ben si coniuga con la vena compositiva del compagno di viaggio. Non a caso Enzo Amazio ha nella ‘vocalità’ la particolarità del suo stile di scrittura che ben si sposa con i sassofonisti che si sono avvicendati nei suoi lavori (pensiamo a Rocco Di Maiolo nell’album TRAVELOGUE e Gabriele Mirabassi in ESSENCE). La bella atmosfera di Evo è completata dai riusciti interventi del piano di Gianni Pepe. Belle le parti di improvvisazione sostenute dalla eccellente ritmica.

Dopo la più convenzionale The Trick (Virzo), ecco Blues Hology (Amazio), oltre otto minuti che strizzano l’occhio a Ornette Coleman; sassofono (un vecchio Conn Fivestar del 1929) e le riuscite sonorità della chitarra synth mostrano le capacità timbriche ed esecutive della band che unisce giovani a musicisti di esperienza. Gran chiusura con sassofono e chitarra synth all’unisono.

“Grande tiro” in A Me Me piace ‘O Rrock (Amazio), ritmica funk con sax e chitarra synth ad inseguirsi e a doppiarsi. Piano elettrico e batteria ci riportano al jazz di Head Hunters di Herbie Hancock.

La ballad Miss Magic (Virzo) è aperta dal pianoforte di Gianni Pepe, in evidenza per il tocco e la bella vena melodica. Bel solo del giovane Aldo Capasso al contrabbasso, punteggiato dalla acustica a corde di nylon. Intrigante il suono del sassofono.

Italian Garage (Amazio), dal ripetuto riff, fa il verso e al tempo stesso rende omaggio ad American Garage del Pat Metheny Group. In questa sorta di divertissement, la band dispiega tutte le proprie capacità tecniche ed esecutive, dimostrando di muoversi con maestria in territori sonori intriganti.

Un gran bel lavoro e una band, che siamo certi, in grado di scaldare i cuori anche in concerto.





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