Vanda Grignani: “Cristian Favara mi ha distrutto”/ Il post: “Non ho nulla da perdere”

- Alessandro Nidi

Vanda Grignani e l'omicidio di Cristian Favara: i due post pubblicati su Facebook annunciavano la tragedia di Trapani

vanda grignani 640x300 Vanda Grignani (foto: Facebook)

L’omicidio di Trapani commesso dalla 36enne Vanda Grignani, che ha accoltellato il fidanzato 46enne Cristian Favara, si sarebbe forse potuto evitare. Questo è lo spaccato che emerge da una situazione drammatica e purtroppo ormai irrecuperabile, percepibile da una rapida analisi del profilo Facebook della ragazza, dove, pochi minuti prima dell’irreparabile, scriveva testualmente: “Scusate vi voglio bene a tutti, mi manca la mia famiglia sono sola questo mi ha portato all’esasperazione. La polizia e carabinieri di Trapani sembra che vadano d’accordo con lui, stasera farò qualcosa che non avrei mai pensato vi amo perdonatemi”.

A due minuti di distanza, la donna pubblicava un secondo messaggio: Ho chiesto aiuto, questo mi ha distrutto polizia e carabinieri difendono lui, ok va bene sono stanca ho perso tutti non ho più niente da perdere perdonatemi”. Fra gli amici che rispondono alle sue grida di disperazione c’è anche sua zia Sara, che le dice: “Stai calma bella, sei brava non farti male, ascolta, che non si conclude niente. Dovete aiutarla, per favore, sono sua zia, fatemi sapere”.

VANDA GRIGNANI E L’OMICIDIO DI TRAPANI: COS’È ACCADUTO?

Nella serata di sabato 30 ottobre 2021, Vanda Grignani ha ucciso il suo compagno Cristian Favara nel loro appartamento sito nel centro storico di Trapani. L’uomo, infatti, tardava a rientrare, nonostante la prescrizione dei giudici, e lei avvertiva la mancanza della sua famiglia d’origine. Così, quando lui è tornato dopo le 23, i due si sono lasciati andare a una lite furibonda, culminata nel delitto confessato dalla stessa donna ai carabinieri.

Come riporta “Il Messaggero”, Favara aveva precedenti penali per droga e omicidio colposo, l’accusa era legata alla morte per overdose di un tossicodipendente. Secondo gli inquirenti a cedere la sostanza letale sarebbe stato proprio lui e per questo è stato condannato in primo grado a sette anni e sei mesi di reclusione”. Intanto, sui social c’è anche chi giustifica Vanda: “Si trova in carcere (il Pagliarelli di Palermo, ndr) perché ha ucciso il suo convivente. Purtroppo per farlo significa che era stanchissima ed è stata costretta”.







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