Variante Delta, meglio vaccino Pfizer o AstraZeneca?/ Studio: “Efficaci al 90% ma…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Uno studio dell’Imperial College di Londra ha preso in considerazione i vaccini di Pfizer e AstraZeneca e la loro risposta verso la variante Delta del covid

Vaccino bambini
Tamponi ai minori (LaPresse)

Un importante studio realizzato in Inghilterra sul covid, ha individuato quale sia il vaccino anti-coronavirus che garantisce la migliore protezione nei confronti della variante Delta, quella che ormai è divenuta predominante in Italia e che sta facendo rialzare i contagi dopo mesi di decrescita. A realizzarlo sono stati i ricercatori dell’Imperial College di Londra, che hanno appunto provato a fare chiarezza circa l’efficacia dei vaccini nel contrastare questa mutazione del ceppo originario del covid, e hanno così messo a confronto al risposta immunitaria di due gruppi di pazienti anziani, tutti di età superiore agli 80 anni, e già con ciclo vaccinale completato con Pfizer e AstraZeneca, quelli che sono i due sieri in assoluto più utilizzati oltre Manica.

Uno studio che è stato eseguito per due settimane su 207 mila campioni di sangue scelti in maniera casuale in Inghilterra: il risultato è stato che entrambi i vaccini sono risultati molto efficaci nel contrastare la malattia nella sua forma grave. Sia Pfizer/BioNTech quanto AstraZeneca, hanno infatti ridotto del 90% il rischio di ospedalizzazione, anche se il livello di anticorpi riscontrato è stato differente a seconda del vaccino.

VARIANTE DELTA COVID, MEGLIO PFIZER O ASTRAZENECA? MAGGIORI ANTICORPI COL PRIMO SIERO

Coloro che hanno ricevuto il siero tedesco-americano hanno avuto una risposta immunitaria del 97.8%, mentre nei soggetti vaccinati con seconda dose del farmaco di Oxford la risposta anticorpale è stata dell’83.6%.

Di fatto, l’unica differenza fra i due vaccini, sarebbe appunto nel livello di anticorpi sviluppato dopo il completamento del ciclo vaccinale, ma in entrambi casi sarebbe sufficiente anche se meno evidente nel vaccino anglo-italiano. Lo studio dell’Imperial College di Londra ha preso in considerazione anche altre fasce d’età e ne è emerso che nei soggetti under 39 la risposta immunitaria di AstraZeneca è stata del 100% a due settimane dalla seconda dose, quindi al 99.4 fra i 40 e i 49 anni, al 93.8 nella fascia 50-59, e 92.1 in quella 60-69.



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