Vedovo gay risarcito dalla Cassa previdenziale del compagno/ 12 anni di lotte legali

- Davide Giancristofaro Alberti

Un vedovo gay è stato risarcito dopo ben 12 anni con la Cassa previdenziale del compagno: anni di lotte legali ma alla fine ce l’ha fatta

ultime notizie
Pixabay

Un vedovo gay è stato risarcito dopo 12 anni dalla Cassa previdenziale del compagno, morto nel 2009. E’ la vicenda con protagonista Mauro Tombolini, che ha appunto dovuto aspettare più di una decade per “rendere giustizia” alla volontà dell’uomo che amava, così come riferisce l’edizione del Corriere della Sera. Il suo compagno, Fabrizio Silj, morì a Roma nel 2009 dopo 15 anni di amore: «Ma legalmente – racconta ora al quotidiano di via Solferino – non esistevamo: non eravamo riconosciuti».

E ancora: «Continuava a dirmi che dovevamo pensare al dopo, ma io non ne volevo sapere, non ce la facevo. È stato lui a voler fare testamento». Se fossero stati una coppia etero, avrebbero potuto sposarsi, e ciò avrebbe garantito a Mauro anche “un dopo”, ma per i due, all’epoca, fu impossibile: «Non esisteva niente, nemmeno le unioni civili» ricorda. A quel punto Fabrizio decise di scrivere un testamento «La sua famiglia ha capito, non ha contestato niente, anche se avrebbe potuto» racconta ancora Tombolini, e nelle volontà di Fabrizio vi è anche il fatto che il suo Mauro potesse beneficiare dei crediti previdenziali accumulati presso la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti.

VEDOVO GAY RISARCITO DALLA CASSA DEL COMPAGNO: “SO CHE NE SAREBBE FELICE”

«Per Fabrizio pagare la Cassa era stato un impegno economico, aveva dovuto fare dei versamenti volontari. E ci teneva che questo suo sforzo venisse trasferito a me». Ovviamente, se fossero stati etero, sarebbe scattata la pensione di reversibilità per Mauro, ma per via del suo genere la misura gli era stata negata. Una volta avvenuta il decesso è così iniziata una lunga battaglia legale, che ha accompagnato il progredirsi delle leggi in favore delle coppie gay e lesbiche, e in generale, del movimento LGBT.

La svolta è giunta nel 2018: «Dopo la nostra richiesta la Cassa ci ha proposto una transazione: una somma una tantum subito, circa 69 mila euro, invece che la pensione di reversibilità. È una risposta radicalmente diversa da quella del 2010». Mauro ha deciso di sottoscrivere l’accordo «Anche perché ha reso giustizia a quello che il mio compagno aveva pensato per me in quel periodo. So che ne sarebbe felice. La prima comunicazione ufficiale per la transazione, per altro, è arrivata nell’undicesimo anniversario della morte di Fabrizio: non riesco a pensare che sia solo una coincidenza».



© RIPRODUZIONE RISERVATA