“Velo imposto? Fa parte della loro cultura”/ Pm Perugia nel caos: “Grave precedente”

- Alessandro Nidi

La questione del velo imposto, definita dal pm di Perugia una pratica tipica della cultura islamica, sta creando numerose polemiche: “Fallimento della giustizia”

Donne col velo islamico
Donne col velo islamico (LaPresse, 2019)

Sta facendo discutere, e non poco, una richiesta d’archiviazione presentata dal pm di Perugia, Franco Bettini, che tira in ballo la spinosa questione del velo imposto nel mondo islamico. Il magistrato si sta occupando della storia di Salsabila, 32enne originaria del Marocco, che ha raccontato lo scorso 7 ottobre le difficoltà legate alla vita con suo marito El Abdelilah: “Lui in Italia mi imponeva il velo integrale e mi chiudeva in casa portandosi via le chiavi. Mi picchiava, mi offendeva, mi minacciava… Diceva che non ero buona a niente… Poi mi ha portato in Marocco con i nostri tre bambini per restare lì solo 40 giorni e invece mi ha preso tutti documenti, lasciandomi a casa di mia madre per poi mandarmi la carta di divorzio…”.

Bettini, nella sua richiesta di archiviazione dello scorso 15 ottobre, ha tuttavia scritto quanto segue: “Il rapporto di coppia viene caratterizzato da forti influenze religiose-culturali alle quali la donna non sembra avere la forza o la volontà di sottrarsi… La condotta di costringerla a tenere il velo integrale rientra nel quadro culturale, pur non condivisibile in ottica occidentale, dei soggetti interessati”.

“VELO IMPOSTO È CULTURA”: RAFFAELE CANTONE, PROCURATORE DI PERUGIA, PRENDE LE DISTANZE DA BETTINI

Affermazione che non sono piaciute a Souad Sbai, presidente della Onlus Acmid Donna, la quale, al “Corriere della Sera”, ha dichiarato: “L’attenuante culturale offende anche noi marocchini, è come se ci fosse l’attenuante mafia per gli italiani all’estero. Ricordo poi che oggi il Marocco è cambiato, abbiamo nove ministre e non c’è più il niqab”. C’è, nel mondo islamico, chi parla di un “grave precedente” e di un “fallimento della giustizia”, a tal punto che Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, ha preso le distanze da quanto scritto dal suo pm.

Riportiamo di seguito le sue affermazioni, pubblicate dal “Corriere”: “Premesso che non ero a conoscenza della vicenda, ritengo che non sia assolutamente condivisibile la posizione per la quale imporre il velo integrale sia un’idea culturalmente accettabile. Cioè questa non può essere considerata la voce della procura. Queste richieste non vengono sottoposte al visto del procuratore. Ho saputo della cosa solo ieri sera chiedendo subito lumi al pm in modo informale. Mi riservo di verificare la situazione lunedì al rientro in ufficio”.

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